Viaggi Magazine - vacanze offerte voli alberghi cartine guide foto mostre manifestazioni

Vicenza, Veneto

Vincenzo Scamozzi, l’ultimo architetto del Rinascimento

di Mariateresa Truncellito

Archivio 2003

Data di pubblicazione: 7 November 2003

A Vicenza, la prima mostra mai dedicata a Vincenzo Scamozzi (1548-1616), eccezionale teorico e progettista di palazzi, ville, chiese, teatri. Vissuto a cavallo tra il Rinascimento e l’età delle scienze, dopo essere stato ingiustamente considerato semplice allievo e rivale del Palladio, oggi è divenuto figura di culto anche per gli architetti moderni. Nel Museo Palladio, a Palazzo Barbaran Da Porto. Fino all’11 gennaio 2004.

Per i soliti biografi maligni, Vincenzo Scamozzi (1548-1616) fu una specie di Salieri dell’architettura: dotato di un infernale caratteraccio, e, soprattutto, invidiosissimo del suo illustre maestro Andrea Palladio (1508-1580). A Vicenza, città natale dei due presunti rivali, una mostra si propone di demolire questo pregiudizio: Architettura è scienza, fino all’11 gennaio, è la prima esposizione monografica dedicata a Scamozzi.

Affascinante figura di teorico e progettista, Scamozzi in realtà è stato l’ultimo dei grandi architetti del Cinquecento italiano ed europeo, protagonista della stagione di passaggio fra l’età delle certezze rinascimentali e la complessità del secolo delle scienze.

A partire dal Palladio, Scamozzi propose una personale idea di architettura fondata, non sull’estro o sulla pratica di cantiere, ma sulla solida base teorica di una enorme quantità di conoscenze scientifiche e tecniche. Un sofisticato controllo della luce che anticipa il barocco, l’eccezionale abilità nell’inserire i propri edifici in contesti preesistenti e la ferrea razionalità scientifica dei suoi progetti, ne fanno un architetto “moderno” e di culto anche per gli architetti di oggi.

Nel Museo Palladio, a Palazzo Barbaran Da Porto, si possono ammirare circa 200 opere originali, fra modelli, quadri, sculture, disegni, stampe e libri, provenienti da oltre trenta musei europei e americani. I visitatori potranno anche seguire un “itinerario scamozziano” fra i 20 principali siti realizzati dall’architetto nel Veneto e a Sabbioneta, con una guida che verrà consegnata col biglietto d’ingresso alla mostra.

Tra le opere di Scamozzi – palazzi, ville chiese, teatri, musei – ci sono le sorprendenti prospettive lignee inserite nella scena del palladiano Teatro Olimpico, che ricostruiscono le sette vie di Tebe, una città rinascimentale in miniatura; il Teatro di Sabbioneta e quella che viene spesso definita la “più bella casa del mondo”, la villa Rocca Pisani sui colli di Vicenza, una geniale rilettura critica della Rotonda di Palladio. A Scamozzi si deve il disegno della quinta meridionale di piazza San Marco a Venezia, le Procuratie nuove.

La sua attività travalicò i confini italiani, sia con opere come il duomo di Salisburgo, sia con i frequenti viaggi in Francia, Austria, Ungheria e Germania e, anche dopo la sua morte, fu grande il suo influsso sull’architettura nord-europea.

Orario: 10-18, chiuso il lunedì.
Ingresso: 5 euro.
Info: Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio tel. 0444/323014; e-mail mostre@cisapalladio.org;
www.cisapalladio.org