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Bassano del Grappa, Possagno, Veneto

La più grande antologica di tutti i tempi

Canova

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 4 February 2004

La più grande e completa antologica mai dedicata a Canova (1757 – 1822) si snoda, fino al 12 aprile, dalle sale del Museo Civico di Bassano del Grappa e a Possagno, paese natale dell’artista, tra le opere della Gipsoteca, nella sua casa e nel tempio che conserva le sue spoglie.

Venticinque grandi marmi, 100 disegni, esposti in due successivi momenti per ragioni conservative, 40 dipinti, 14 monocromi, 200 tra calchi e gessi, oltre 100 lettere, un’opera architettonica. Quattrocento opere, alcune delle quali mai esposte in Italia, vogliono mettere in luce tutti gli aspetti dell’arte di Canova e le diverse fasi del suo lavoro: lo studio, l’ispirazione, lo scavo psicologico, il dilemma, la ricerca della bellezza eterna e universale, l’uomo, la sua storia personale, i segreti della sua officina. Attraverso i carteggi e un’importante selezione di ritratti suoi, dei committenti e dei teorici del neoclassicismo, realizzati da grandi pittori del tempo, la mostra fa anche rivivere il clima dell’epoca e i protagonisti di quegli anni.

Canova, Maddalena penitenteGià in vita, Canova fu ammirato e incensato, corteggiato dai potenti e dagli uomini di cultura di tutto il mondo per quella sua ricerca spasmodica del bello ideale, per la capacità ineguagliabile di dare vita al marmo e sentimento alle sue creazioni. Ma Canova non fu solo uno straordinario scultore, fu un artista completo che si espresse anche con le tecniche figurative e le utilizzò per la propria ricerca formale. E e fu uomo del suo tempo, impegnato nella difesa e nella conservazione del nostro patrimonio storico e artistico, coinvolto nei dibattiti culturali e politici, invitato nei salotti e nei palazzi più importanti e insignito di cariche prestigiose e autorevoli.

È grazie alla ricchezza e alla varietà delle opere conservate presso il Museo Civico di Bassano del Grappa, grazie ai tantissimi gessi di straordinario interesse custoditi nella Gispoteca di Possagno, ai dipinti che Canova realizzò e che sono appesi alle pareti della casa in cui nacque, alla presenza in zona del grande Tempio, l’unica opera architettonica da lui progettata, che è possibile mettere a fuoco la poliedrica produzione e la personalità dell’artista. Ed è grazie ai prestiti di importanti musei che si possono ammirare opere fondamentali mai esposte prima d’ora in Italia, come la Pace da Kiev, la Venere da Leeds, la Polimnia da Vienna o la Ninfa dormiente, che tanto piacque ai contemporanei, da Londra. E’ stata fondamentale anche la collaborazione con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo che ha prestato per l’occasione ben sette statue della più importante collezione al mondo di marmi canoviani. Fra gli altri, l’ Amorino alato, la Maddalena penitente, la Danzatrice con le mani suoi fianchi, il busto monumentale del Genio funerario, prima opera del Canova entrata in Russia.

Fra i trenta marmi in mostra, capolavori notissimi e ammirati da sempre, ci sono ancora Tersicore, ammirata per i suoi panneggi dalla trasparenza naturale e leggera e la leggiadra Ebe, completata da Canova nel 1796.

www.mostracanova.it