Viaggi Magazine - vacanze offerte voli alberghi cartine guide foto mostre manifestazioni

Ferrara , Emilia-Romagna

L’uomo che ha più inventato dopo Picasso

Rauschenberg

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 19 February 2004

Memorandum of bids, 1956, CombineLa prima retrospettiva in Italia dedicata a Robert Rauschenberg, grande artista contemporaneo la cui opera ha cambiato la storia dell’arte del XX secolo, è composta da un’ottantina di opere provenienti da musei e collezioni private americane ed europee che ne documentano l’intera carriera, dagli esordi fino a oggi. A Palazzo dei diamanti, dal 29 febbraio al 6 giugno 2004.

«Una volta ho sentito Jasper Johns dire che Rauschenberg è l’uomo che più ha inventato in questo secolo dopo Picasso.» Con queste parole Leo Steinberg riassume gli oltre cinquant’anni di attività del precursore dei principali movimenti artistici del dopoguerra, dal Minimalismo alla Pop Art. Instancabile sperimentatore di tecniche e materiali, Rauschenberg ha ignorato le tradizionali distinzioni tra le arti e conservato gelosamente la propria indipendenza da ogni corrente artistica.

Il percorso della retrospettiva inizia con dipinti, sculture e fotografie eseguiti a New York negli anni Cinquanta. Si tratta per lo più di opere astratte o proto-minimaliste come i White Paintings, anche se non mancano lavori autobiografici come le Scatole Personali.

Segue una ricca scelta dei famosi Combines, i lavori per cui Rauschenberg è più famoso, che mettono in discussione la tradizionale distinzione tra pittura e scultura. L’artista raccoglie quello che trova in giro per New York, cose abbandonate come tessuti, pezzi di giornale, tabulati, animali impagliati, frammenti di segnaletica stradale e altro, e li introduce in un contesto pittorico espressionista-astratto, salvandoli dall’oblio e dando loro un nuovo significato.

Dalla fine degli anni Cinquanta Rauschenberg sperimenta nuove tecniche che gli consentono di trasferire su carta immagini prese da riviste e giornali. La bellissima serie dei dipinti serigrafici dei primi anni Sessanta fanno dell’artista uno dei precursori della Pop Art.

Sulphur Bank, 1974, Hoarfrost Seguono i lavori dei primi anni Settanta, momento in cui l’artista lascia New York e si trasferisce a Captiva, un’isola della Florida dove ancora vive e lavora. In alcune serie di quel periodo, come Cardboards o Venetians, propende per un linguaggio prevalentemente astratto. In un altro filone di ricerca, quello degli Hoarfrosts, le immagini, tratte da quotidiani e trasferite su tessuti spesso lucidi, semitrasparenti e preziosi come la seta, lo chiffon o il raso, appaiono sfocate e indistinte come se fossero viste attraverso un vetro coperto di brina. Un passo ulteriore nell’esplorazione delle possibilità artistiche delle stoffe è rappresentato dagli Jammers, una serie ispirata dai tessuti variopinti che l’artista ha visto in India e dalle vele che passano davanti al suo studio in riva al mare.

Verso la metà degli anni Settanta, Rauschenberg riprende la produzione di opere monumentali tridimensionali, con due serie, Spreads e Scales: trasferisce immagini di riviste su grandi strutture ricoperte di tela, spesso aggiungendovi oggetti comuni e luci elettriche. Sullo stesso filone, seguono, negli anni Ottanta, le complesse costruzioni della serie Kabal American Zephyr. L’esposizione prosegue con la serie Gluts, nella quale l’artista trasforma pezzi di metallo di scarto in vere e proprie sculture.

A cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta Rauschenberg continua a indagare le possibilità espressive del metallo esaltandone ora la cupa monocromia, ora la lucentezza, ora gli effetti dell’ossidazione e della corrosione sulle superfici di bronzo, rame o alluminio.

I lavori più recenti concludono l’esposizione. Tra questi A Quake in Paradise, monumentale labirinto allestito nel giardino di Palazzo dei Diamanti costituito da ventinove pannelli ricoperti di immagini serigrafiche e in cui lo spettatore viene invitato ad addentrarsi. In altre delle serie più recenti, dagli Arcadian Retreats, del 1996, agli attuali Scenarios, l’artista non attinge più dai mass media ma utilizza fotografie da lui stesso scattate, rielaborate al computer e stampate con inchiostri non convenzionali. Fra questi lavori, lo straordinario Catydid Express, realizzato appositamente per questa mostra.

Rauschenberg
Palazzo dei Diamanti
corso Ercole I° d’Este 21, Ferrara
Dal 29 febbraio al 6 giugno 2004.
Orario: tutti i giorni feriali e festivi, dalle ore 9.00 alle ore 19.00.
Ingresso: intero euro 7,30; ridotto euro 6,20; gratuito per bambini fino a sei anni, portatori di handicap con un accompagnatore.
Call Center Attività Culturali: tel. 0532.209988 www.comune.fe.it