Viaggi Magazine - vacanze offerte voli alberghi cartine guide foto mostre manifestazioni

Roma, Lazio

La Pietà svelata

Così l’aveva vista solo Michelangelo

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 2 March 2004

Dopo dieci anni di allestimenti di successo in tutta Europa, sbarca a Roma la mostra delle splendide fotografie della Pietà di Michelangelo di Robert Hupka. La rassegna raccoglie una selezione di 110 immagini delle circa 1.500 che il fotografo, scomparso nel 2001, aveva scattato a New York, in occasione dell’Esposizione universale del 1964.

La mostra è un’autentica rivelazione del capolavoro. Ci mostra la Pietà come solo Michelangelo l’aveva vista e come nessuno potrà più vederla. In Piazza San Pietro, dall’11 marzo al 23 luglio, nella magnifica sala del “Braccio di Carlomagno” del Bernini.

Dal 1749, la Pietà di Michelangelo era esposta nella Cappella del Crocifisso in San Pietro. Ma un giorno, nel 1972, la mano di un folle le inferse 15 colpi di martello danneggiando una delle opere più grandi di tutti i tempi che Michelangelo aveva scolpito, nel 1499, a soli venticinque anni. Da allora, una pesante teca di vetro antiproiettile ricopre il capolavoro. Lo protegge, ma tiene anche un po’ a distanza i visitatori e ne rende difficile la visione. Ma ora potremo incantarci ad ammirare la Pietà michelangiolesca in tutte le sue sfaccettature colte dall’obiettivo del grande fotografo Robert Hupka.

Viennese di nascita, Robert Hupka voleva essere un direttore d’orchestra. A 15 anni, ascolta il primo concerto di un uomo che per lui incarna la musica: Arturo Toscanini. Per venti lunghi anni ne accompagna con passione tutte le esecuzioni e le repliche scattando più di 1200 fotografie, parte delle quali confluiranno nel libro This was Toscanini con testo di Samuel Antek, che lo ha reso celebre.

Nel 1964, in occasione dell’Esposizione universale di New York, Robert Hupka è incaricato di realizzare la foto per un disco-ricordo del Padiglione-Vaticano, dove era esposta la Pietà. Scelse come soggetto il marmo michelangiolesco la cui leggendaria perfezione, la cui profonda spiritualità lo coinvolsero in quella che chiamò “un’avventura dell’anima”, cui dedicò due anni della sua attività.

“Una volta iniziato – scrive Hupka – non mi fu più possibile fermarmi, fino a quando la nave che riportava la statua in Italia non scomparve ai miei occhi. Ho scattato migliaia di foto, a colori e in bianco e nero, con apparecchi grandi e piccoli, con obiettivi da 35 a 400 mm., utilizzando le luci del Padiglione o i miei proiettori, fotografandola sotto ogni angolo, di giorno e di notte. E’ un’esperienza che non si può descrivere a parole: mi trovavo di fronte al mistero della vera grandezza”.

Mistero che Hupka è riuscito in qualche modo a svelare, perché la mostra non è solo l’introduzione ideale alla contemplazione del capolavoro custodito nella Basilica di San Pietro, ma a sua volta una raccolta di capolavori fotografici che comunicano la stessa trasparenza, la stessa spiritualità del modello.

L’allestimento è in uno spazio completamente scuro, con oltre cento faretti che fanno emergere le immagini dal buio e ne fanno risaltare l’intensità straordinaria. Il visitatore può passare da uno scatto all’altro come se si spostasse all’interno dell’opera, e ciascuno gli svela il capolavoro in tutti i dettagli.

La Pietà di Michelangelo
Roma
Braccio di Carlo Magno, Piazza San Pietro.
Dall’11 marzo al 23 luglio.
Orario: lunedi 14 – 19; da martedi a domenica 10.30 – 19.
Biglietti: intero € 5; ridotto € 3.