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Roma, Lazio

Dal Messico i reperti di una civiltà scomparsa

I tesori degli Aztechi

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 12 March 2004

Enormi statue di pietra, dei in terracotta e maschere a mosaico, raffinati gioielli: gli Aztechi arrivano a Roma, nelle sale di Palazzo Ruspoli, per la più completa esposizione mai realizzata fuori dal Messico, in programma dal 20 marzo al 18 luglio. Il Museo antropologico di Città del Messico e altri importanti centri archeologici messicani prestano per la prima volta oltre 350 opere fra le più significative della cultura azteca sopravvissute alle distruzioni degli spagnoli. In più, in anteprima mondiale, 40 reperti provenienti da scavi recenti, gettano nuova luce sulla più famosa cultura precolombiana.

mosaico aztecoGli Aztechi costruirono la loro mitica capitale Tenochtitlan in un luogo bellissimo, su un’isola del lago Tetzcoco, circondato dalla sagoma dei vulcani innevati. La magnifica città, di oltre 300.000 abitanti, era collegata alla terra ferma da ponti arditi e abagliò gli spagnoli per la sontuosità architettonica, il baluginio degli ori, l’armonia che la cultura azteca aveva saputo realizzare con l’ambiente naturale e fra gli uomini, legati da relazioni sociali equilibrate e tese alla prosperità. Al centro della capitale sorgeva il Templo Mayor, l’edificio religioso più importante del Messico, un’imponente piramide ornata con statue monumentali di pietra e di terracotta dipinta, sulla cui cima si svolgevano i terribili sacrifici umani che tanto inorridirono i Conquistadores.

Dopo la conquista spagnola, Tenochtitlan fu quasi completamente distrutta. Quasi tutto il lago Tetzcoco fu interrato e scomparve sotto le costruzioni della nuova città, l’attuale Città del Messico. Sull’area del Templo Mayor fu costruita la Cattedrale cristiana. Ma l’eredità archeologica del mondo azetco resta fondamentalmente legata alle rovine del tempio, che era il cuore dell’attività religiosa e fu il simbolo dell’Impero stesso. Proprio dagli scavi di queste rovine arrivano le opere, una quarantina, che sono eposte in Italia in anteprima.

Sono statue di uomini e guerrieri in terracotta policroma di dimensioni considerevoli e di grande fascino che, insieme agli altri 350 reperti, ricreano il mondo e la cultura degli Aztechi fino alla conquista di Cortes.

All’arrivo dei Conquistadores, nel 1519, l’impero azteco, guidato dal grande Montezuma, era all’apice della sua potenza – si espandeva fino al Guatemala e dominava il Messico dalla costa atlantica a quella del Pacifico – e della sua espressione artistica e culturale. La mostra copre in realtà un periodo circoscritto a meno di due secoli, perché gli Aztechi, popolazione guerriera, erano arrivati nel Messico centrale dalle regioni del nord intorno al 1340, e qui assimilarono e rielaborarono la cultura, e in parte la religione, dei loro predecessori Olmechi, Mixtechi e, soprattutto, Toltechi.

braciere aztecoUna cultura complessa e inquietante quella azteca, perché caratterizzata da un lato dall’esaltazione della vita, della bellezza, della natura, dell’armonia, dell’arte, ma dall’altro segnata da una religiosità cupa e primitiva, terrorizzata dagli eventi naturali, dominata dall’oroscopo e dai presagi. E legata ai terrificanti sacrifici umani, che spingevano gli Aztechi ad attaccare periodicamente le popolazioni limitrofe per approvigionarsi di vittime da scrificare a divinità crudeli per placare le forze della natura che non erano in grado di controllare.

Nella mostra romana si trova tutto questo. E anche la tragica fine del mondo azteco, travolto e depredato dalla conquista spagnola. I templi, le statue degli dei, i codici miniati con il patrimonio linguistico e letterario di un’intera civiltà furono distrutti, bruciati nei roghi per cancellare il paganesimo sanguinario. I gioielli, portati in Spagna e fusi, divennero moneta per pagare eserciti impegnati in guerre europee. La splendida città di Montezuma fu sepolta sotto le case di Città del Messico, la capitale che gli Spagnoli vollero sorgesse proprio sulle rovine di Tenochtitlan. Pochissimo si salvò da questo scempio.

Ora grandi statue, monumentali elementi architettonici raffiguranti teste di draghi, uccelli, serpenti, magnifici monili d’oro, coltelli sacrificali, maschere di turchesi e conchiglie ricreano questa complessa civiltà attraverso sette sezioni, dedicate ai predecessori degli Aztechi, al raporto con la natura, alla figura umana nell’arte, alla religione, al Templo Mayor e ai riti che vi si svolgevano, alla vita quotidiana e infine alla conquista spagnola.

I tesori degli Aztechi
Roma
Palazzo Ruspoli, Via del Corso 418
Dal 20 marzo al 18 luglio 2004
Orari: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30; Sabato dalle 9.30 alle 21.30.
Ingresso: intero € 9,00; ridotto € 7,00.
Informazioni e prenotazioni: tel. 066874704.
www.palazzoruspoli.it