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Rimini, Emilia-Romagna

L’arte a Rimini da Cagnacci al Guercino

Seicento inquieto

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 26 March 2004

Ci sono voluti cinque anni di ricerche e l’esame di più di diecimila pezzi per selezionare i 250 capolavori che documentano, per la prima volta in modo organico, il percorso artistico del Seicento riminese. Sono opere di pittura, ma anche di scultura, oreficeria e arti applicate, molte inedite o poco note, molte restaurate per l’occasione, in mostra, dal 27 marzo al 27 giugno, a Castel Sismondo.

LocandinaNel Seicento, Rimini era ormai soggetta allo Stato Pontificio, ma l’inteligentia della città si pose l’obiettivo di preservare e far rivivere gli splendori del Principato Malatestiano. Fu fondata la Biblioteca Gambalunghiana (una delle più antiche biblioteche pubbliche d’Europa), furono pubblicate le prime storie cittadine, numerose accademie erano attive in città, si tenevano rapporti con personalità quali Galileo Galilei o Ignatio de Lojola. Dal punti di vista artistico, maestri marchigiani, veneti e bolognesi operavano in città assieme ad artisti locali fra cui i due maggiori pittori, Guido Cagnacci e Giovan Francesco Nagli detto il Centino.

La mostra si articola sui due versanti dell’arte e della cultura. Alla pittura riminese del Seicento, che si è rivelata come uno dei fenomeni più interessanti e complessi dell’arte italiana, è riservata una sezione cospicua con opere d’arte significative, cui si aggiungono sculture e preziose oreficerie.

Seicento inquieto. Arte e cultura a Rimini fra Cagnacci e Guercino
Rimini
Castel Sismondo (Rocca Malatestiana), Piazza Malatesta.
Dal 27 marzo al 27 giugno 2004.
Orario: martedì, mercoledì, giovedì: 9-19; venerdì, sabato, domenica e festivi: 10 – 22. Chiuso i lunedì non festivi.
Ingresso: intero € 8; biglietto unico per mostra e Museo della Città: € 9; ridotti € 6.
Il biglietto intero, unico per mostra e museo e ridotto ha compreso nel prezzo l’audioguida.
Informazioni e prenotazioni: tel. 0541.29192 – 57899 – 439326.