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Parma, Emilia-Romagna

La pittura del Settecento in Emilia

Luce sul Settecento

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 31 March 2004

Luce sul Settecento. Gaspare Traversi e l’arte del suo tempo in Emilia, in programma dal 4 aprile al 4 luglio alla Galleria Nazionale, è un’indagine sul Settecento in Emilia che, a partire dalle opere di Gaspare Traversi, si estende ai lavori più significativi di artisti emiliani dell’epoca.

La saduzioneGaspare Traversi (1722-1770) nacque a Napoli da una famiglia modesta e numerosa. Si hanno poche notizie sulla sua vita, il suo percorso artistico si può solo ricostruire in base alle opere che eseguì a Napoli, a Roma e nel territorio di Parma e Piacenza. Proprio nel piacentino lasciò il suo più importante ciclo di tele a soggetto sacro. Ottenne infatti dal potente frà Raffaellino Rossi da Lugagnano la commissione per realizzare 24 tele destinate alla decorazione della Chiesa del convento di Santa Maria di Monte Oliveto di Castell’Arquato, che eseguì, fra il 1753 e il 1758, rivelando una visione sacra intensa e partecipe, potenzialmente eversiva in quella seconda metà del secolo ormai lontana dalla rivoluzione caravaggesca.

La chiesa andò distrutta e le tele disperse in vari musei al di qua e al di là dell’Atlantico. La ricostruzione della chiesa nel retropalcoscenico del Teatro Farnese, all’interno del Palazzo della Pillotta, riunisce per la prima volta dopo due secoli tutti i dipinti, ricollocati nella posizione che l’artista aveva ideato.

MaternitàIntorno ad essi si raccoglie una vasta selezione di opere del Traversi meno conosciuto a Parma e in Emilia in cui si rivela, oltre che interprete di una devozione intensa, illustratore brillante della società contemporanea e dei costumi della borghesia emergente, che ritrae con ironia sottile e divertita, raramente spietata. Ma anche portavoce di un’umanità umile, emarginata, subalterna, mettendo in scena la miseria, la povertà, e insieme la vitalità, delle classi più umili e popolari. In tutti i casi con rigore, approfondimento psicologico dei personaggi e un interesse per la realtà sociale assente all’epoca nel Ducato di Parma e Piacenza e ineguagliato nell’intera Emilia.

Tra i protagonisti della sua commedia umana ci sono zingare e poveri mendicanti simili ai tanti che affollavano i vicoli bui dell’antica Napoli o della Roma trasteverina, vecchi ubriaconi o mezzane lascive in rissosi interni di osterie. E, accanto a loro, un’umanità emergente per censo, parvenus che si accostano, con goffaggine e una buona dose di ingenuità, ai modi e alle mode dell’aristocrazia di antico lignaggio: imprenditori, mercanti, avvocati e notai ritratti in scene di galanteria, di concerti e di partite a carte, di lezioni di disegno o cucito.

Statue policrome, argenti e sete ricostruiscono il mondo di eleganza e ricchezza dell’epoca e opere di artisti emiliani contemporanei al Traversi o immediatamente precedenti chiariscono il clima in cui la sua opera peculiare si inserisce, in un confronto fra la pittura ducale francesizzante, che resta sullo sfondo, e la prorompente “verità” napoletana del Traversi.

Luce sul Settecento. Gaspare Traversi e l’arte del suo tempo in Emilia
Parma
Galleria Nazionale, Voltoni del Guazzatoio.
Dal 4 aprile al 4 luglio 2004.
Orari: tutti i giorni 9.30 – 19.30; sabato 9.30 – 22.00; chiuso il lunedì, eccetto lunedì 12 aprile 2004.
Biglietti (comprensivi di servizio guardaroba e audioguide): intero € 8.50, ridotto € 7.50.
Informazioni e prenotazioni: Call center 199.207.407
www.eventi.parma.it