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Oristano , Sardegna

L’Eroe, le sue fatiche, i suoi volti e il suo culto

L’isola di Herakles

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 27 April 2004

MelqartLa mostra archeologica all’Antiquarium Arborense e a Palazzo Arcais, presenta un centinaio di reperti inediti che tracciano un itinerario storico del mito di Ercole in Sardegna. Fino al 30 settembre 2004.

Dalle coste della Grecia e della Libia i naviganti partivano per l’occidente guidati da un eroe che liberava la terra dai mostri e gettava i semi della civiltà: i greci lo chiamavano Herakles, i fenici Melqart. Nei loro viaggi facevano tappa in Sardegna e lì fondarono Herakleia, la città di Herakles, solo una della ventitrè Herakleia che, secondo il geografo Stefano di Bisanzio vissuto nel VI secolo d.C., furono fondate tra Mediterraneo e Atlantico lungo il cammino di Herakles da Oriente a Occidente.

La mostra celebra la figura di Herakles-Melqart connessa alle rotte che lo portarono verso Occidente, a Gadir (la Cadice Andalusa), dove rubò i buoi di Gerione, la sua decima fatica, e a Lixus (Larache, Marocco), dove Herakles raggiunse il Giardino delle Esperidi per trarre tre mele d’oro, la sua undicesima fatica. Per questo motivo la mostra sarà successivamente ospitata in Anadalusia e in Marocco.

L’esposizione muove dalla civiltà dei Sardi, gli Eraclidi, i figli dell’ Herakles greco, con i modellini sacri delle torri nuragiche, con gli dei o eroi a quattro braccia e quattro occhi, agli atleti e agli aristocratici dediti alla caccia, le mandrie di buoi di bronzo simili a quelle di Gerione.

Passa poi a Sardos, il figlio dell’Herakles fenicio Melqart, il cui nome era invocato dai fedeli nel tempio di Antas, a Karales (Cagliari), dove è anche ricordato in una colonnina di calcare.

Herakles era il dio di due città sarde, Olbia e Padria, dove le sue statue erano venerate nei santuari e gli si offrivano modellini della sua clava e oggetti legati alle sue fatiche, come i pomi delle Esperidi, che appaiono su una bellissima lucerna da Tharros.

Nella prima metà del IV sec. a.C., epoca di fondazione di Pheronia (Posada) sulla costa orientale della sardegna, Herakles diviene l’Hercules dei Romani. La mostra racconta il gran numero di segni di Ercole nella Sardegna romana, fino a quello, tardissimo, dipinto su una parete del santuario ipogeo di San Salvatore, al centro del Sinis, che strozza il leone nemeo con le sue braccia poderose. Sarà questo Ercole salvatore a dover cedere il posto, nel IV-V secolo, al culto del Salvatore cristiano degli uomini.

L’isola di Herakles
Oristano
Palazzo Arcais, viale Umberto I, 52
Palazzo Parpaglia-Antiquarium Arborense, piazza Corrias 34
Fino al 30 settembre 2004
Orario: tuttii giorni 9.00-14.00 e 15.00-20.00
Info: tel. 0783 791262