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Roma, Lazio

Degas classico e moderno

L’ossessione e l’arte

di Manuela Malaguti

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 13 October 2004

Catalogo

Fino al 1° febbraio 2005, il Complesso del Vittoriano presenta la mostra più completa mai organizzata in Italia su Edgar Degas (1834-1917), pittore, scultore, disegnatore, fotografo, incisore. Le oltre 170 opere esposte - più di trenta oli, venti pastelli, una quarantina di disegni, l’intera collezione delle settantatre sculture provenienti dal Museu de Arte di San Paolo del Brasile, un’intera sezione dedicata alle fotografie provenienti dal Musée d’Orsay - trattano tutti i temi con i quali si è confrontato l’artista: le celebri ballerine, i cavalli e i fantini alle corse, le stiratrici, le donne alla toeletta e le dame a teatro, i musicisti all’Opéra ma anche i meno noti paesaggi. I più importanti Musei Pubblici di Francia, Olanda, Norvegia, Serbia, Germania, America, Brasile, Australia hanno contribuito con i loro prestiti.

Con un'educazione artistica legata ai grandi modelli del passato che lo condusse anche in Italia per studiare le vestigia dell'antichità e i capolavori del Rinascimento, con uno studio assiduo e un continuo esercizio sui grandi maestri, l'esigenza di Degas è però quella di calare l'eredità classica nella modernità. Armonizzare "le esigenze di perfezione classica e la visione acuta della realtà moderna" è lo scopo a cui tende tutta l'opera di Degas, ha detto lo storico J. Lemarie.

Catalogo E' questo il filo rosso dell'esposizione al Vittoriano, che esaminata l'intera produzione dell'artista. E ciò che ne emerge è un'ansia quasi fisica di sperimentazione, la sua continua ricerca di nuovi linguaggi. Artista senza tregua, perennemente insoddisfatto, Degas non dipinge molti soggetti. I pochi temi, come la donna nuda di spalle colta nell'intimità della sua camera, vengono studiati incessantemente e riproposti nel disegno, nell'incisione, nella pittura, nella scultura, nella fotografia. Dipinge un sacco di cavalli e di donne. Le celebri ballerine, insieme ai nudi femminili, sembrano essere la sua ossessione: in mostra ce ne sono 60, tra disegni, oli, pastelli e sculture: ballerine in piedi, sedute, alla sbarra, nel foyer, durante le prove, dietro le quinte, a lezione di danza...

In realtà questi soggetti sono solo un pretesto, sono corpi in movimento nello spazio, una possibilità di studio inesauribile per cogliere la varietà di pose di un corpo in azione. Che Degas ritrae rubando agli antichi maestri segreti e tecniche per realizzare ciò a cui aspira: la sintesi di moto e spazio. Come gli Impressioni, insieme ai quali espone a partire dal 1874, anche Degas punta a cogliere l'attimo, a fissare un'istantanea in cui occhio e mente non hanno ancora potuto separare la figura che si muove dallo spazio in cui si muove. La ballerina "non è una donna che danza, non è nemmeno una donna, ma una metafora che riassume uno degli aspetti elementari della nostra forma". (Mallarmé).

Dipinto Mentre Renoir, Monet, Sisley e Pissarro dipingevano all'aperto, Degas, ombroso, lavora al chiuso, rintanato nel suo studio, nei salotti o nelle scuole di danza con modelle riprese con tagli nuovi, inquadrature "fotografiche". Osserva le sue giovani donne senza desiderio, le scruta da lontano a mente fredda. Manet fu molto duro: "Degas è incapace di amare una donna e perfino di dirglielo". Ma lo scrittore Joris-Karl Huysmans fu ancora più drastico: si accorse dell'"attenta crudeltà" e dell'"odio paziente" di Degas. Un altro impressionista, Renoir, aveva come lui, un forte interesse per la figura umana: ma i suoi nudi hanno una sensualità che manca all'austero Degas.

E come Renoir, anche Degas si dedica alla scultura, che rimane però un'esperienza privata. Rifiutò infatti di fondere le sue sculture, perché "è responsabilità troppo grande quella di lasciare dietro di sé qualcosa in bronzo. Le mie sculture non daranno mai l'impressione di essere finite". Sono stati i suoi eredi a fondere settantatre bronzi fra le circa centocinquanta cere rimaste nello studio dell'artista alla sua morte. Anche i bronzetti riescono con pochi tratti a rappresentare la sintesi del moto, perché Degas, il nevrotico, il lamentoso, l'ipocondriaco, aveva una genialità capace di riscattare l'uomo dal cattivo carattere. Nessuno prima di lui era riuscito a restituire la vitalità, la pura energia dei corpi.

Degas classico e moderno
Roma
Complesso del Vittoriano, via di San Pietro in Carcere
Dal 2 ottobre 2004 al 1 febbraio 2005.
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30.
Ingresso: intero € 9,00; ridotto € 6,50.
Info: tel. 06/6780664.