Viaggi Magazine - vacanze offerte voli alberghi cartine guide foto mostre manifestazioni

Sulcis, Sardegna

Le isole di San Pietro e Sant’Antioco

Dove volano i falchi

di Flavio Grassi

 

isola San PietroL’Isola di San Pietro è un posto che suscita simpatia ancor prima di metterci piede. Mentre il traghetto attraversa le poche miglia di mare che la separano dalla Sardegna, ti vedi venire incontro le palme allineate sul lungomare di Carloforte e, dietro, le casette bianche del paese. Appena più in là, le case si perdono nella macchia mediterranea che copre la collina. È un quadretto delizioso dove ogni cosa è al suo posto: mette di buon umore come una commedia di Billy Wilder.

Quello che non si vede dal traghetto ma scopri appena sbarcato sono le scalinate e i carrugi che stanno fra le case. Già, carrugi, alla ligure, come ligure è il dialetto che il panettiere e la cartolaia usano per informarsi sulle rispettive condizioni di salute. Sono più di quattrocento anni che sono partiti da Pegli ma gli abitanti di San Pietro hanno conservato la loro identità molto più tenacemente di quelli che sono rimasti a casa.

I loro antenati erano corallari, mandati dai Lomellini di Pegli, a pescare coralli intorno all'isola di Tabarka, al largo della Tunisia. Era il 1542, e la convivenza con gli arabi non era facile. Ma il corallo era abbondante e c'era di che pagarsi la tranquillità. Centocinquanta anni più tardi, i banchi di coralli cominciavano a esaurirsi, tunisini e algerini esigevano tributi sempre più alti per lasciare in pace gli infedeli. Per giunta, la comunità, dal migliaio di persone che contava in origine, era raddoppiata. Duemila persone su un sasso lungo 600 metri e largo 400, sono veramente troppe. Soprattutto se non puoi più contare sull'arrivo regolare di provviste da terra. Nel frattempo i Savoia avevano ereditato la Sardegna e cercavano qualcuno che andasse a ripopolare le isole del Sulcis, che erano rimaste praticamente disabitate per duecento anni. I tabarkini ne sentono parlare, mandano il vecchio Tagliaferro a verificare che non sia una bufala e il resto, come si dice, è storia.