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Sulcis, Sardegna

Dove volano i falchi

isola San PietroPer gente che da generazioni non vedeva un solo albero che non fosse quello delle navi, il profumo dei boschi di pini e il verde scuro della macchia di San Pietro doveva essere il Paradiso. C'è poco da stupirsi che abbiano conservato la natura con la stessa cura maniacale che hanno dedicato a preservare la loro identità culturale. In due secoli e mezzo di agricoltura attenta a non rovinare niente, la parte coltivabile dell'isola, quella che guarda verso la Sardegna, è stata trasformata in una specie di grande giardino. Non contenti di quelli che c'erano già, i contadini hannno importato una moltitudine di alberi ad alto fusto, che sono stati piantati ai margini dei campi per dare ombra alle baracche in cui si riposavano nelle pause dal lavoro. Migliora oggi e migliora domani, le baracche sono diventate incantevoli casette di campagna e molti degli abitanti di Carloforte, che ormai si dedicano all'agricoltura solo per hobby, ci passano il fine settimana.

Appena fuori dal paese c'è il grande bacino delle vecchie saline, che attirano una quantità incredibile di uccelli migratori. Ma il vero paradiso dei birdwatcher è sulla costa ovest, dove San Pietro è rimasta quasi come all'epoca in cui i Fenici la battezzarono isola dei Falchi. Da millenni, fra l'estate e l'autunno , sulle rocce di Capo Sandalo, nidifica il falco della regina, uno dei rapaci più rari del Mediterraneo.

Oggi la zona è un'oasi naturalistica gestita dai volontari della Lipu, che hanno organizzato un piccolo centro visite e controllano che i sempre più numerosi visitatori non disturbino i nidi avvicinandosi troppo. Anche per chi riesce a malapena a distinguere un falco da un corvo, è difficile restare indifferenti di fronte allo spettacolo delle loro evoluzioni intorno alle pareti rocciose di Capo Sandalo e della vicina Punta di Capo Rosso.

Per la verità, lungo tutta la costa ovest di San Pietro, scogliere a picco, colonne di roccia che spuntano dal mare, grotte e spiaggette sono uno spettacolo che lascia il segno indipendentemente dai falchi. Avendo tempo, la cosa migliore è fare due volte il giro dell'isola: una in macchina per immergersi nei profumi della macchia e dei boschi di pini d'Aleppo e godersi il colpo d'occhio delle scogliere dall'alto. E poi, l'ideale sarebbe navigare intorno alla costa nella barca di un pescatore, magari nel tardo pomeriggio per vedere al meglio le rocce nella luce calda del sole calante. Ma le emozioni sono assicurate anche con una semplice escursione a bordo di uno dei due motoscafi che in alta stagione fanno varie volte al giorno il periplo dell'isola.