Viaggi Magazine - vacanze offerte voli alberghi cartine guide foto mostre manifestazioni

Faenza, Emilia-Romagna

Le ceramiche, le piazze, gli scrittori

Di maiolica fina armati

di Flavio Grassi

 

Faenza è una di quelle città che, se fossero in un altro paese, sarebbero considerate attrazioni turistiche di prim’ordine. Ma siccome sono in Italia e, per giunta, in una delle aree a maggiore densità storica e artistica, si trovano declassate a «centri minori», come tante altre città dotate di una lunga storia che ha lasciato tracce nelle strade, chiese, palazzi del centro storico. E allora si finisce per guardare tutto con occhio distratto e in quello sguardo poco attento piazze, chiese, palazzi si confondono in una vaga sensazione di bello-ma-già-visto. Sensazione peraltro del tutto ingiustificata, perché ogni centro ha una storia e una personalità che lo differenzia profondamente dagli altri.

Una cosa che sicuro contraddistingue Faenza è la ceramica, come dimostrano le oltre 60 botteghe artigiane che operano in città, ed è quasi certo che se uno viene qui, buona parte del merito va alla ceramica. Si viene a Faenza per visitare il Museo Internazionale delle Ceramiche. E più spesso ancora si viene qui per curiosare fra le botteghe dei ceramisti in cerca di oggetti con cui abbellire la casa, o da regalare per un'occasione speciale, o anche solo per vedere quello che gli artigiani sanno tirare fuori dall'argilla, quella terra chiara la cui grande abbondanza nei dintorni di Faenza ha dato il primo impulso alla nascita della tradizione della ceramica.

Tanto radicata è l'identificazione tra Faenza e le sue ceramiche da indurre quel buontempone del Tassoni, autore della Secchia rapita, a descrivere i più nobili fra i cavalieri faentini che si apprestavano alla battaglia come chiusi in un'armatura non di metallo come tutti gli altri ma, per l'appunto, di maiolica fina.