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Faenza, Emilia-Romagna

Di maiolica fina armati

Il Palio di FaenzaL'origine della ceramica faentina si perde nelle nebbie del primo Medioevo, quando si cominciarono a lavorare gli oggetti nello stile ora classificato come «arcaico», e che in seguito si è sviluppata conoscendo successi di tale portata, soprattutto in epoca Rinascimentale, che in francese, faïence (traduzione di Faenza) è diventato nome comune per indicare la ceramica, esattamente come in inglese china sta per «porcellana», dato che è proprio dalla Cina che gli inglesi prima di ogni altro cominciarono a importare suppellettili di porcellana. Porcellana che, nel XVIII secolo quando gli europei ebbero imparato a produrla, diventò la più temibile concorrente della maiolica faentina, fino a scatenare una sorta di piccola guerra ideologica fra i sostenitori dell'una e dell'altra tecnica di produzione di oggetti d'uso e d'arte a partire dalla semplice terra.

Ma, una volta riconosciuta la fondamentale importanza che la ceramica ha avuto e continua a svolgere nello sviluppo della città, se appena si guarda un po' oltre, si scopre una storia locale ricchissima, che si è spesso intrecciata con i più vasti sommovimenti italiani ed europei e che ha lasciato abbondanti testimonianze del suo passaggio.

Testimonianze che appartengono a ogni epoca nonostante il fatto che Faenza si è sviluppata in maniera molto diversa da altre città dove gli edifici di un'epoca spesso si sommano a quelli lasciati dalle epoche precedenti perché la loro edificazione coincide con l'espansione del nucleo urbano: così si hanno per esempio quartieri prevalentemente antichi accanto ad altri la cui origine si rintraccia nel Medioevo. A Faenza lo sviluppo è avvenuto in maniera del tutto diversa, non per sovrapposizione di stili successivi ma per graduale sostituzione di edifici.