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Roma, Lazio

Un Impressionista Italiano

De Nittis

di Manuela Malaguti

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 12 November 2004

De Nittis Dal 13 novembre 2004 fino al 12 giugno 2005, il Chiostro del Bramante dedica a Giuseppe De Nittis la più grande esposizione retrospettiva e antologica realizzata dopo l’importante mostra che si svolse a Barletta, sua città natale, nel 1934. 200 dipinti e circa 20 opere su carta, fra cui molti inediti, ripercorrono la produzione dell’artista, la cui peculiarità era di essere "meridionale al sud, francese a Parigi e londinese a Londra", come scrisse di lui il critico Vittorio Pica nel suo saggio "Giuseppe De Nittis, l’uomo e l’artista" del 1914, per evidenziare l’universalità e l’europeismo ante-litteram della sua arte. Il nucleo principale della mostra proviene dal Museo Pinacoteca Comunale G. De Nittis di Barletta, dove è custodita la donazione delle opere dell’artista fatta dalla moglie Léontine. Ad esso si aggiungono altre importanti opere provenienti da musei e collezioni private italiane e straniere.

La mostra si apre con l'Autoritratto (1883) di De Nittis, che vuol essere un invito a entrare nella sua casa e nella sua opera, e prosegue articolata in diverse sezioni.

De Nittis De Nittis: impressionista pugliese. Questa prima sezione, costituita da dipinti per lo più con soggetto paesaggistico, si apre con i lavori che De Nittis realizza quando è ancora a Napoli e guida il gruppo della Scuola di Resina, (L'Ofantino, Casale nei dintorni di Napoli). Segue un gruppo di opere dove già si evidenzia l'evoluzione della sua pittura verso connotazioni più sintetiche (Alberi con effetti di nubi, Paesaggio rosa, Sole nascente). Accanto a questi paesaggi, sono esposti i dipinti che De Nittis realizza quando è ormai in Francia, dove già si rileva la profonda attinenza con gli studi che in quel periodo venivano compiuti dagli impressionisti francesi (Campo di biche, Uscita dal bosco, Ora tranquilla). Infine vengono proposte le suggestive vedute del Vesuvio fatte durante il suo soggiorno a Napoli nel 1872, che ritraggono la montagna in tutte le sue più svariate forme e luci, e che ispirarono a Vittorio Pica l'accostamento al giapponese Okusai (Eruzione del Vesuvio, Dalle asperità vesuviane, Pendici del Vesuvio).

Il viaggio da Barletta a Parigi. Il viaggio è una condizione costante nella vita di De Nittis. da Barletta, giovanissimo, parte alla volta di Napoli per iniziare gli studi all'Istituto di Belle Arti. Da Napoli va a Firenze, Roma e Torino fino ad approdare a Parigi che gli dà fama e agiatezza. Pur stabilendosi nella Grande Ville non dimentica l'Italia, in particolare il sud e la sua città natale, di cui avrà nostalgia trasformandosi così in una sorta di pendolare dell'arte. Infine, dopo Parigi e la rottura con il mercante Goupil, nel 1874 il bisogno di procurarsi nuovi mercati e committenze lo porta a Londra, dando inizio a un'altra stagione di viaggi frequenti tra l'Italia e l'Europa. De Nittis da attento verista non perde l'occasione di rappresentare il tema del "viaggio" attraverso efficaci raffigurazioni. Molto frequente nella sua produzione è inoltre il soggetto della "strada". La traversata degli Appennini (1867) apre questa sezione dando inizio idealmente al viaggio che De Nittis compie da Barletta a Parigi.

Da Parigi a Londra. Questa sezione è dedicata a Parigi - in particolare alla vita mondana parigina, che lo consacra pittore della vita moderna - e contemporaneamente ai viaggi e ai soggiorni a Londra, dove intrattiene importanti rapporti di lavoro. Un primo nucleo è incentrato su Parigi, sulla costruzione della nuova città che sta nascendo e che rivoluziona totalmente l'aspetto che aveva solo pochi anni prima (Place de la Pyramide, Lungo la Senna). Un secondo nucleo è composto dagli studi e dai dipinti sulle Corse di cavalli viste come luogo della modernità. Un terzo nucleo infine presenta i dipinti dedicati a Londra. Anche qui il pittore pone l'accento sulla trasformazione urbanistica in corso nella capitale inglese. Di particolare novità sono i dipinti che ritraggono i grandi ponti, antesignani per l'epoca, della capitale inglese, e che ci rivelano un altro aspetto del suo poliedrico occhio artistico.

De Nittis Les femmes parisiennes. Questa sezione presenta le opere che hanno meritato a De Nittis la fama di "peintre des parisiennes". La sua modella è la moglie Léontine, che dipinge in ogni posa e sotto varie luci, con insistenza e compiacenza: in casa, per la via, in treno, in vettura, in barca, in giardino, a tavola, nello studio, sull'amaca. Sempre uguale a se stessa, fragile, elegante, con un piccolo viso altero. Il capolavoro di questi ritratti è Giornata d'inverno, seguito da Passeggiata invernale e da Figura di donna. Accanto a questi dipinti, un gruppo di ritratti femminili sottolineano il concetto di eleganza della donna parigina di fine secolo come Sulla seggiola, La signora col Cane, Che freddo, Donna con l'Ulster. Elemento di curiosità è un gruppo di dipinti che hanno per soggetto donne di colore, fra cui l'inedito Ritratto di ragazza di colore, ma anche Donna di colore, Giornata di sole sulla Senna. Sempre curioso verso la gente e i personaggi che animavano la grande città moderna, De Nittis è attento osservatore degli aspetti cosmopoliti e internazionali delle due città (come per esempio la figura dell'indiano nel dipinto Piccadilly).

Le Japonisme. Durante la seconda metà dell'Ottocento, grazie alla partecipazione del Giappone alle Esposizioni Universali, a Parigi come in altre città europee si diffondono gli oggetti d'arte giapponesi. De Nittis ne diventa egli stesso un un raffinato collezionista. Nell'inventario dei beni posseduti dall'artista, redatto poco meno di un mese dopo la sua morte, figura un numero elevato di oggetti artistici giapponesi (vasi e sculture di bronzo, pannelli di legno intagliati, lampade, ecc.) oltre a una ricca serie di pitture ("kakemono", paraventi, ecc.). Sono molti gli artisti che a quell'epoca si fanno sedurre e influenzare dall'arte giapponese e il caso di Giuseppe De Nittis rappresenta un esempio di estrema importanza.

De NittisNella sezione ci sono opere, datate tra il 1873 e il 1884, e acquerelli che permettono di dimostrare la diretta ispirazione dell'artista a modelli decorativi, a supporti e a materiali solitamente adottati nella pittura giapponese. Si tratta di una serie di dipinti ad olio quali Effetto di neve, Corsa in slitta, la cui impaginazione è sintomatica di una personale meditazione su alcune caratteristiche fondamentali della pittura giapponese come, per esempio, l'asimmetria, la sintesi o l'utilità attribuita alla nozione di vuoto. Una serie di tempere e di acquerelli eseguiti su carta o su seta riprendono in alcuni casi il formato del ventaglio e sono direttamente ispirati a tecniche specifiche (“kiri-kane”) o utilizzano materiali (inchiostro di China) frequenti nella pittura giapponese (Foglie di vite, Crisantemi e bambù, Notturno capriccioso, Natura morta, Ritorno dalle corse, Gatto, Pioppi nell'acqua).

I disegni e la grafica. De Nittis era uno sperimentatore, sentì la necessità di confrontarsi con le diverse tecniche, l'olio, l'acquerello, il pastello e anche la grafica, dove meglio che con qualunque altra tecnica è possibile vedere la sua vicinanza all'esperienza impressionista. La sezione presenta esemplari editi e un gruppo di disegni inediti.

La mostra è corredata anche da una sezione ricca di documenti, lettere e foto di cui alcune inedite. Fra le curiosità è esposto il registro del "Salotto dei De Nittis", che Léontine teneva accuratamente a testimonianza dei loro conviviali, dal quale si rileva il successo che questo salotto riscuoteva nella Parigi di fine secolo.

De Nittis - Impressionista Italiano
Roma
Chiostro del Bramante, Via della Pace
Dal 13 novembre 2004 al 12 giugno 2005
Orari: martedì-venerdì 10.00 - 19.00; sabato 10.00 - 23.00; domenica 10.00 - 20.30; lunedì chiuso.
Info: tel. 06 68809035; biglietteria: int.18; prenotazioni: int.13, 11.
www.chiostrodelbramante.it