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Torino, Piemonte

L’estetica della Macchina

"Coni, piramidi, poliedri, spirali"

di Manuela Malaguti

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 17 November 2004

Futurismo La mostra di Palazzo Cavour ripercorre gli anni Venti e Trenta della produzione futurista, un periodo sovente poco indagato dalla critica, che tendeva a collocare nel 1916, anno della morte di Umberto Boccioni e di Antonio Sant’Elia, la chiusura del movimento. Un movimento guidato ancora per qualche anno da Giacomo Balla, ma ormai in mano alla nuova generazione decisa a un cambiamento nella visione dell’universo che va dal simbolismo all’astrattismo. Fino al 30 gennaio 2005.

Nel 1915 Giacomo Balla, uno dei cinque "padri fondatori" del futurismo, e il giovane Fortunato Depero danno alle stampe il manifesto Ricostruzione futurista dell'universo imprimendo al movimento fondato solo sei anni prima da F.T. Marinetti una svolta radicale, che in breve tempo cambierà il volto stesso del Futurismo.

Futurismo Nel manifesto, come evidenzia il titolo, si auspica una disseminazione dei principi del Futurismo in tutti gli ambiti del vivere e in tutte le forme dell'espressione umana, ma si suggerisce anche una linea nuova per le arti visive, che sarebbe poi risultata vincente su quella iniziale: da allora in poi i futuristi avrebbero guardato il mondo cercandovi "gli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell'universo", fino a dar vita a un paesaggio artificiale fatto di "coni, piramidi, poliedri, spirali" e fino a costruire "l'animale metallico, fusione di arte + scienza". Il futurismo si staccava dunque dalla linea di segno simbolista cara soprattutto a Umberto Boccioni (sino ad allora leader incontrastato del gruppo, ma ormai in preda a una crisi lacerante che lo avrebbe accompagnato sino alla morte, l'anno successivo), abbandonava la tecnica del divisionismo, di cui tutti i "padri fondatori" si erano nutriti, e sceglieva decisamente le forme geometriche della modernità industriale. Non a caso i due autori del manifesto del 1915 si firmano: "Balla - Depero astrattisti futuristi".

Futurismo La rassegna segue gli sviluppi del futurismo nel corso dei due decenni successivi, con un preambolo però che presenta i lavori più anticipatori di Balla, Depero e degli architetti futuristi, intorno al 1915 e nei secondi anni Dieci. Si arresta tuttavia, per una scelta deliberata, all'Aeropittura, il cui Manifesto, pubblicato nel 1929 e nel 1931, improntò l'arte futurista dell'intero decennio: l'Aeropittura rappresentò infatti l'ultima grande stagione pittorica del futurismo, che da allora in poi avrebbe certo continuato a esistere sino alla morte di Marinetti, nel 1944, ma con risultati assai meno felici sul piano della pittura e della scultura.

Il percorso è suddiviso in diverse sezioni: "Balla, Depero e gli architetti: intorno a Ricostruzione futurista dell'universo", "I primi anni Venti: intorno al manifesto", "L'Arte Meccanica", "Il Futurismo torinese", "Lo spazio e il polimaterismo" e "Aeropittura".

L'estetica della Macchina
Torino
Palazzo Cavour, via Cavour 8
Fino al 30 gennaio 2005
Orari: da martedì a domenica 10.00-19.30 ; giovedì 10.00-22.00; chiuso lunedì.
Ingresso: intero € 6,20; ridotto € 4,20.
Info: tel. 011530690.
www.palazzocavour.it