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Firenze, Toscana

Cinquant’anni di scoperte archeologiche

Antichi segni dell’uomo

di Manuela Malaguti

Archivio 2004

Data di pubblicazione: 29 November 2004

In mostra al Museo archeologico di Firenze scoperte e studi di 50 anni di lavoro dell’Istituto italiano di preistoria e protostoria. Sono visibili documenti, calchi, reperti archeologici, fotografie, testimonianze scritte e la ricostruzione di parte dei corridoi della Grotta dei Cervi di Porto Badisco (Puglia), il più grande complesso artistico neolitico esistente in Europa.

Cinque sezioni pensate per evocare atmosfere documentano le spedizioni nel Sahara libico alla scoperta di uno straordinario patrimonio di arte rupestre; gli studi nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco (Otranto); le ricerche nel "riparo" del Romito di Papasidero (Cosenza), con le sepolture e le testimonianze di arte del paleolitico superiore; la scoperta del primo masso di Cemmo, che segnò l'inizio delle indagini sull'eccezionale patrimonio di incisioni della Valcamonica, con raffigurazioni che alludono alle simbologie dell'età dei metalli. Solo alcune delle imprese scientifiche condotte dal paletnologo e antropologo Paolo Graziosi tra gli anni 1930-1970.

Il visitatore può anche passare attraverso gli angusti corridoi della Grotta dei Cervi, ricostruiti in un percorso di suggestione visiva ideato dall'artista Ambrogio Galbiati. Le centinaia di figure dipinte da gruppi di agricoltori-allevatori fanno di questo straordinario "santuario" neolitico uno dei più grandi monumenti d'arte della tarda preistoria in Europa.

Antichi segni dell'uomo
Firenze
Museo Archeologico, via della Colonna 38
Dal 25 novembre 2004 al 23 gennaio 2005
Orario: 14-19 (lunedì); 8.30-19 (martedì, giovedì); 8.30-14 (mercoledì, venerdì, sabato, domenica e dal 1° al 6 gennaio). Chiusa 25 dicembre.
Ingresso: € 4,00; 18-24 anni € 2,00; gratuito: da 1 a 18 anni; dopo i 65 anni.
Info: tel 055.2340765