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Milano, Lombardia

Un’insolita mostra fra moda e arte alla Triennale

L’abito autoritratto

di Mariateresa Truncellito

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 18 January 2005

Cucchi, schizzoUna mostra di «abiti autoritratto» disegnati da grandi personalità del design, dell’architettura, dell’arte. Una riflessione sulla possibilità di esprimere l’interiorità attraverso un abito che non farà tendenza perché unico, irripetibile ed espressione di autenticità individuale. Alla Triennale di Milano, fino al 20 marzo.

La moda è omologazione per definizione. Eppure ogni volta che scegliamo un certo abbigliamento e non un altro cerchiamo di renderci unici o, almeno, di mandare un messaggio, di dire qualcosa di noi stessi. Fosse anche solo «Non voglio distinguermi». La mostra Dressing Ourselves, alla Triennale di Milano, offre molti spunti di riflessione sul tema. Il curatore, il designer Alessandro Guerriero, ha chiesto a trenta artisti internazionali di realizzare il proprio autoritratto disegnandolo in forma d'abito. Gli schizzi degli autori hanno dato il via a una collezione di «abiti-opere-d'arte» confezionati dagli studenti di Naba (Nuova Accademia di Belle Arti).

Tra gli autori che hanno partecipato, ci sono architetti come Ettore Sottsass, Alessandro Mendini o Makoto Sei Watanabe, artisti come Mimmo Paladino e Pablo Echaurren, musicisti come l'americana Devendra Banhart o l'islandese Jahansson Bardi, designer come Gaetano Pesce e Andrea Branzi. L'esposizione, prima tappa di un evento itinerante che toccherà poi New York, Tokio e Londra, «Rilancia la sfida “l'abito solo per me”. Un abito che esprime l'interiorità fatta di sogni, paure, aspirazioni”, dice Alessandro Guerriero.

Cucchi, abitoGli abiti, in scala reale, sono indossati da sculture realizzate da Attilio Tono, Atelier Almayer. L'allestimento ricorda la navata di una chiesa, con un pavimento dal colore sgargiante, e nelle absidi illuminate da piccole luci compaiono le sculture-autoritratto degli artisti. Il risultato è straordinariamente eclettico: abiti che rimandano a una tradizione antica rinnovata dall'uso di materiali tecnologici o, al contrario, espressione di una fuga dalla modernità o, ancora, un richiamo alla semplicità di materiali tradizionali come lana cotta, feltro, muschio. Ci sono abiti che riproducono i ricordi, le esperienze, altri che cambiano col mutare della luce grazie all'uso di materiali catarifrangenti o che esplodono in cascate multicolori, e altri ancora che di dissolvono fino a diventare invisibili.

Al sito www.yoox.com/dressingourselves si trova la ricostruzione dell'intero percorso dell'opera,dallo schizzo dell'autore all'abito, attraverso note biografiche, immagini di opere precedenti e di backstage.

Dressing Ourselves si inserisce nel filone di mostre della Triennale di Milano volte a indagare il design della moda e a far emergere le sue personalità. Non a caso alcuni artisti chiamati dal curatore Alessandro Guerriero hanno esposto alla Triennale e a uno di loro, Gaetano Pesce, viene dedicata proprio in questi giorni la prima monografica realizzata in Italia.

Dressing Ourselves
La Triennale di Milano, via Alemagna 6
Orari: martedì-domenica, 10,30-20,30
Ingresso € 5,00; gruppi € 3,00
Info e prenotazioni: tel. 02724341