Viaggi Magazine - vacanze offerte voli alberghi cartine guide foto mostre manifestazioni

Milano, Lombardia

Gaetano Pesce alla Triennale

Il rumore del tempo

di Flavio Grassi

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 22 January 2005

Gaetano Pesce, Genesi LampCon i suoi nove «capitoli», tappe di riflessione su grandi temi dell’architettura e dell’arte nel loro rapporto con il passato e proiezione verso il futuro, la più grande mostra su Gaetano Pesce mai organizzata in Italia si presenta come un evento culturale che vuole essere innovativo anche nelle forme dell’esposizione, la quale cambierà in continuazione grazie al contributo di «vice curatori» non specialisti - della squadra fanno parte anche Billy Costacurta e Giacomo di Aldo Giovanni e Giacomo - che si alterneranno scegliendo di volta in volta alcuni oggetti da mostrare o meno. Alla Triennale di Milano, dal 22 gennaio al 18 aprile 2005.

Gaetano Pesce, Bahia House«Il viaggio fa parte della mia vita» dice di sé Gaetano Pesce. «Viaggiare spesso e vivere realtà completamente diverse in tempi corti ci immette nel confronto con qualcosa che non ci appartiene e ciò mi prova continuamente l'idea che i valori che avevo ieri, oggi non valgono più. Vivo in una costante instabilità che mi è utile perché mi permette di fare esperienze che sono contrarie anche al mio modo di pensare. Lentamente mi accorgo che questi eventi mi influenzano, mi fanno cambiare opinione, mutano la mia visione delle cose.» Nel partecipare in prima persona all'allestimento della più grande mostra che gli sia mai stata dedicata in patria, Pesce ha voluto trasferire all'esposizione e di riflesso ai visitatori un po' di quella instabilità costruttiva che considera una parte centrale della sua vita.

Gaetano Pesce, CannaregioCosì ecco l'idea di affiancare alla curatrice ufficiale Silvana Annicchiarico una squadra di «vice curatori» che a rotazione interverranno sul percorso espositivo modificandolo con l'esibizione o l'occultamento di alcuni oggetti «così se una persona vede la mostra oggi e poi torna fra una settimana la trova diversa». Straordinaria la scelta dei curatori di turno: non artisti o critici d'arte ma personaggi più o meno noti che provengono da mondi completamente diversi perché «l'arte è per tutti, tutti hanno il diritto di dire: questo mi piace quello non mi piace». Di conseguenza chi visiterà la mostra fra il 31 gennaio e il 6 febbraio la vedrà modificata secondo le preferenze della direttrice del carcere di Bollate Lucia Castellano. Dopo sarà la volta dell'assessore Salvatore Carrubba e poi di settimana in settimana toccherà al calciatore Billy Costacurta; alla conduttrice attrice ed ex Velina Elisabetta Canalis; al Padre gesuita Guido Bertagna, direttore del Centro San Fedele; allo scrittore Giampiero Mughini; alla cantante Cristina Donà; alla giornalista Lina Sotis; allo studente Lorenzo Castellini. Chiude la serie Giacomo Poretti del trio Aldo Giovanni e Giacomo.

Gaetano Pesce, FeltriInsieme alla democraticità dell'arte, il costante divenire delle cose è uno dei temi ricorrenti nelle «costruzioni di senso» di Pesce: «gli orologi sono bugiardi perché ci danno ogni giorno le stesse informazioni; in realtà non si ripete mai la stessa ora perché è un giorno dopo.» Ogni istante è diverso dall'altro, e nello stesso modo ogni oggetto è - o dovrebbe essere - diverso dall'altro. Anche nella produzione industriale, che è uno snodo fondamentale del design (e non chiamate il design «arte applicata» se non volete sentirvi parte di quello che Gaetano Pesce definisce senza complimenti il «gruppetto di bestie» che non ha ancora capito che il design è arte piena e completa), gli oggetti devono trovare la loro individualità, tanto nella liberazione dalla «schiavitù della funzionalità» quanto nell'affrancamento del «malfatto» dal totalitarismo del canone di bellezza e della standardizzazione.

Gaetano Pesce, La smorfiaL'esposizione si apre appunto con il capitolo intitolato La personalizzazione della serie; Dell'espressività: fra figurativismo e astrattismo è il secondo. Seguono: Il canone di bellezza e il malfatto; Nuovi materiali, nuove tecniche, nuovi linguaggi; Il femminino come motore del progetto; Design come espressione politica; Design come dimensione religiosa; Partecipazione dei sensi; la sala finale è quella che dà il nome all'esposizione: Il rumore del tempo. Per tutta la durata della mostra ad accompagnare i visitatori che lo desiderano e aiutarli ad arricchire di significato le - forti - sensazioni visive trasmesse dagli oggetti e dall'allestimento, una guida d'eccezione: Gaetano Pesce. Un Gaetano Pesce virtuale, naturalmente, che di sala in sala accompagna commenta e racconta aneddoti (indimenticabile la storia dei modelli di edifici di Mies Van der Rohe esposti in un museo parigino, in polemica con lo stile internazionale in architettura, con pezzi di carne fresca al loro interno: fino a quando l'odore della putrefazione costrinse gli organizzatori della mostra a chiamare una ditta specializzata per disinfestare le sale) da un computer palmare disponibile all'ingresso. O anche dal vostro, se avete un palmare wireless con Windows Mobile e ve lo portate.

Una mostra da non perdere. Poi fermatevi ad «ascoltare il tempo» nella penombra dell'ultima sala più a lungo che potete. Magari rilassandovi confortevolmente seduti. Sì, accomodatevi e lasciatevi andare contro lo schienale: quegli oggetti un po' insolenti sparsi per la sala sono poltrone insospettabilmente accoglienti. E non preoccupatevi se rialzandovi vi capiterà di spostare un poco quella che avete usato: il Maestro si dispiace solo quando sono troppo in ordine.

Gaetano Pesce
Il rumore del tempo

dal 22 gennaio al 18 aprile 2005
Orario: 10.30 - 20.30, chiuso il lunedì. Ingresso: €7,00 - ridotti €5,50/4,00.

Triennale di Milano
viale Alemagna 6
Tel. 02724341
www.triennale.it