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Bologna, Emilia-Romagna

Primaticcio

Un bolognese nel cuore di Francia

di Manuela Malaguti

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 26 January 2005

DipintoNessuna mostra monografica era mai stata dedicata a Francesco Primaticcio. E’ quindi un inedito assoluto per l’Italia questa rassegna che, dal Museo del Louvre di Parigi, arriva nella città natale dell’artista, Bologna, che rende così omaggio a uno dei suoi artisti più grandi, portavoce internazionale dell’arte italiana del Cinquecento. A Palazzo di Re Enzo, dal 30 gennaio al 10 aprile 2005.

La mostra illustra il percorso artistico del Primaticcio (1504-1570), nei quarant'anni vissuti alla corte dei Valois, anni in cui l'artista si dedica completamente alla celebrazione dei re di Francia, da Francesco I a Carlo IX. Rispetto alla mostra parigina, l'edizione bolognese presenta alcune varianti, fra cui una trentina di pregiati disegni non esposti al Louvre.

DipintoFrancesco Primaticcio, allievo di Giulio Romano, collega e poi erede di Rosso Fiorentino a Fontainebleau, incarna la figura dell'artista polivalente. Pittore, stuccatore, scultore, eccellente disegnatore, creatore di costumi e decori effimeri, architetto. A Fontainebleau Primaticcio diviene responsabile dell'intero progetto decorativo della reggia. L'esempio che il re intende seguire per la ristrutturazione è quello del mantovano Palazzo Te, raffinata dimora principesca. Riunendo lo spirito del manierismo italiano con le influenze del rinascimento francese, l'artista riesce a esprimere al meglio gli ideali di raffinatezza, erudizione ed eleganza della monarchia dei Valois, creando una vera e propria corrente artistica e concretizzano la trasformazione di Fontainebleau in quella che non solo i francesi, ma anche gli italiani del tempo definirono la "nuova Roma". In questi anni la sua attività è convulsa: inaugura il cantiere della Galleria d'Ulisse (rimasta incompiuta alla sua morte), progetta feste e mascherate, moltiplica i decori degli interni, lavora nei giardini del castello. Con lui collaborano artisti bolognesi quali il Vignola e Bagnacavallo Junior, e, dal 1552, Nicolò dell'Abate che lo affianca nella decorazione della Sala da ballo. Si occupa del progetto di molti monumenti funerari durante il regno di Enrico II e si dedica anche ad architettura e scultura; esegue moltissimi disegni di invenzione e disegni preparatori da affidare a esecutori della sua équipe, artigiani esperti nei vari settori e nelle varie tecniche decorative. Molti di questi disegni e incisioni sono esposti in mostra come testimonianze di realtà ancora esistenti a Fontainebleau; ma altri, ugualmente preziosi, restano documenti di decorazioni perdute o gravemente danneggiate. Eccezionalmente in mostra anche quattro dei cinque dipinti concordemente riferiti al pittore: la Sacra Famiglia su lavagna dall'Ermitage, l'Autoritratto degli Uffizi, il bellissimo Ulisse e Penelope del Toledo Museum of Art, messo a confronto con Amore e Psiche di Nicolò dell'Abate (dal Detroit Institute of Arts) ad esso ispirato, e un frammento di tela della Fucina di Vulcano del Museo di Wiesbaden. Il quinto quadro, troppo danneggiato per essere esposto, rappresenta Lo svenimento di Andromaca alla notizia della morte di Ettore ed è al Museo di Providence, Rhode Island.

Primaticcio (1504-1570). Un bolognese nel cuore di Francia
Bologna
Palazzo di Re Enzo e del Podestà, piazza del Nettuno
Dal 30 gennaio al 10 aprile 2005.
Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 19.
Ingresso: intero € 8,00. ridotto € 6,00 (fino a 18 anni - oltre 60 anni).
Infoline: Numero verde 800697616
www.primaticcio.it