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Ferrara, Emilia-Romagna

Joshua Reynolds e l’invenzione della celebrità

Il pittore dei famosi

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 3 February 2005

Dipinto Dal 13 febbraio al 1 maggio, Palazzo dei Diamanti ospita la prima rassegna mai dedicata in Italia al pittore inglese Sir Joshua Reynolds, uno dei maggiori e più apprezzati protagonisti del panorama artistico europeo del settecento. Incentrata sul tema dell’invenzione della celebrità, la mostra offre la possibilità di apprezzare il talento di ritrattista di Reynolds e, al contempo, di riconoscere la straordinaria abilità con cui seppe promuovere la sua carriera fino a diventare un artista di larga fama.

Il percorso, articolato per tipologie e categorie sociali dei personaggi ritratti, presenta al visitatore alcune tra le personalità più note, affascinanti e chiacchierate del secondo Settecento inglese.

Autoritratti
DipintoTra i temi pittorici che tanta parte ebbero nel conferire lustro al suo nome, il primo che si incontra è l'autoritratto, i cui differenti esemplari esposti possono essere facilmente considerati le tappe salienti di un'autobiografia per immagini dove spesso la figura del pittore coincide con quella di un sofisticato intellettuale. Particolarmente suggestivo è il primo, in cui Reynolds, con la mano alzata a difendere lo sguardo da una luce calda e misteriosa, propone un'immagine di se stesso vicina a quella degli autoritratti dei grandi pittori del passato.

Eroi
L'Inghilterra fu in guerra per quasi tutta la durata della carriera di Reynolds. I suoi ritratti di comandanti e ufficiali costituirono un efficace strumento di propaganda per il colonialismo e per i conflitti che videro impegnata la Gran Bretagna sul fronte europeo, e concorsero all'affermazione di quello che all'epoca costituì un vero e proprio fenomeno sociale: la trasformazione dell'uomo d'armi in una celebrità. Per la raffinata modulazione di luci e ombre, l'uso del colore, la composizione, l'espressione e la posa, ritratti come quelli del commodoro Keppel erano oggetto dell'ammirazione dei contemporanei, che da una parte lodavano l'artista per la capacità di emulare i suoi illustri predecessori, come Van Dyck, e dall'altra per aver aperto nuovi e stupefacenti orizzonti alla ritrattistica inglese.

Aristocrazia
Come la maggior parte dei ritrattisti di successo della sua epoca, Reynolds seppe pazientemente accattivarsi un folto gruppo di mecenati aristocratici. L'artista rappresentò abilmente il potere e la continuità di determinate dinastie con grandiosi ritratti di famiglia e con dipinti che mostravano l'avvicendarsi delle generazioni, con duchesse e contesse assieme ai loro bambini. In queste opere, Reynolds abbandona il vocabolario della ritrattistica ufficiale, trasmettendo soprattutto un senso d'intimità e tenerezza. I patroni più influenti di Reynolds furono quegli aristocratici del partito whig che sfidarono l'egemonia del re e il potere della corona. Reynolds rese omaggio al fascino delle dame dell'aristocrazia con una serie di spettacolari ritratti a figura intera di nobildonne, che volutamente ricordavano le bellezze dipinte nel secolo precedente dai pittori di corte. Tra questi figurano il ritratto di Lady Bampfylde, dipinto per celebrare le sue nozze con il baronetto Charles Warwick Bampfylde, e quello di Jane Fleming, futura contessa di Harrington, trasformata dall'artista in una creatura dalle dimensioni mitologiche: la personificazione dell'Aurora, dea del mattino.

Il tempio della fama
Il concetto di "persona famosa", dotata di valori morali e di virtù intellettuali, nonché di un talento superiore, era un tema assai di moda, seguito con interesse sia in letteratura che in arte. Ad incarnarlo in maniera esemplare fu Garrick, il celebre interprete di Shakespeare, che ebbe anche il merito di inaugurare la figura dell'attore-impresario poiché, come Reynolds, seppe abilmente promuovere la propria immagine e costruire il proprio successo.

Streatham Worthies
DipintoLe amicizie strette con gli intellettuali più brillanti della capitale in pochi anni trasformarono l'artista in uno dei protagonisti della vita culturale londinese e lo introdussero nel celebre circolo delle Streatham Worthies, ossia delle personalità più in vista della città, delle quali Reynolds realizzò dodici ritratti tra cui figurano il letterato Samuel Johnson, il grande attore shakespeariano David Garrick, il filosofo Edmund Burke, il letterato torinese Giuseppe Baretti, il musicologo e compositore Charles Burney e se stesso, in un autoritratto del 1775 circa.

Ritratti femminili
A partire dagli anni Cinquanta del Settecento Reynolds volle deliberatamente associare la propria arte al volto delle donne più belle e discusse dell'epoca. Fu una scelta che gli alienò le simpatie dei rappresentanti più conservatori della società, ma che gli fece guadagnare un'incredibile notorietà preso i circoli maschili e lo consacrò come il ritrattista del jet set inglese. Le "modelle" di Reynolds avevano diverse estrazioni sociali; erano donne che distribuivano i propri favori con prodigalità e spesso i beneficiari erano amici del pittore. In quell'ambiente, dove regnava l'adulterio e la spregiudicatezza, la figura più ammirata era proprio la "donna di mondo" e le più celebri di queste, fra cui molte cortigiane e attrici, vollero posare per l'artista. Le strette relazioni intrattenute con un certo numero di cortigiane posero Reynolds al centro di una sorta di moderno "simposio", anche in virtù del fatto che le immagini delle più belle donne del tempo potevano essere ammirate nel suo studio e nella sua galleria.

DipintoAlla fine degli anni Cinquanta del Settecento la società londinese fu a un tempo scandalizzata e affascinata dalla vita della cortigiana più celebre di quegli anni - Catherine Fisher - le cui avventure e i cui amori venivano riportati sui giornali e cantati in ballate popolari. Anche Reynolds venne catturato dal fascino di "Kitty" Fisher con la quale strinse un'intima e chiacchierata amicizia. In mostra sono presenti due ritratti: uno che la vede nelle vesti di Cleopatra mentre, con fare provocante, tiene una grossa perla sopra una coppa di vino secondo un modello italiano di inizio secolo, e un altro, più intimo e domestico, probabilmente realizzato dall'artista per il proprio piacere. Anche Mrs Abington, attrice la cui reputazione artistica era legata a una spregiudicata condotta sessuale e la cui ascesa dalla povertà alla ricchezza, dall'anonimato alla celebrità, avvenne secondo il più noto degli schemi, è ritratta in un atteggiamento per l'epoca molto disinvolto mentre, maliziosamente, si porta il pollice alle labbra. Tuttavia l'attenzione di Reynolds si focalizza soprattutto sulla donna, la cui immagine ci viene restituita in un'opera di straordinaria naturalezza e modernità.

Il teatro della vita
Membro dei club più esclusivi, Reynolds frequentava il mondo del teatro, i banchetti, i balli e le mascherate: una serie di appuntamenti mondani che gli permettevano di ampliare la propria rete di conoscenze, di scoprire nuovi talenti e di raccogliere i pettegolezzi più interessanti sull'alta società e sul demi-monde londinese. Reynolds ritrasse spesso attori e attrici al culmine del loro successo allo scopo di trarre vantaggio dalla loro popolarità. Dipinse Garrick in varie maniere, Sarah Siddons come Melpomene, la musa della Tragedia, di fatto consacrandola come la più importante attrice tragica dell'epoca o, ancora, la celebre cantante Mrs Billington nelle vesti di santa Cecilia, patrona dei musicisti: una personificazione indubbiamente azzardata vista la licenziosità della modella.

Il ritratto in costume non era una prerogativa esclusiva degli attori, infatti la grande diffusione delle feste in cui i londinesi facevano a gara ad indossare i travestimenti più stravaganti, aveva determinato la diffusione di questo tipo di ritratto anche nell'aristocrazia e nell'alta borghesia inglese. Mrs Baldwin, per esempio, che grazie ai frequenti viaggi in India e nelle altre colonie inglesi era considerata la personificazione stessa dell'idea di esotico, viene ritratta da Reynolds vestita di un prezioso abito all'orientale confezionato per un ballo a corte. Nei suoi ritratti in costume Reynolds combinava la consapevolezza di quel clima culturale con una profonda conoscenza delle tradizioni pittoriche dei grandi maestri del passato

Incisione
Le riproduzioni a stampa dei ritratti di Reynolds svolsero un ruolo decisivo nella creazione della sua fama internazionale e costituirono, per gli artisti contemporanei e per quelli a venire, un repertorio importante e facilmente accessibile cui attingere, che garantì a Reynolds una fama imperitura.

Scultura
Mezzo espressivo per eccellenza per trasmettere ai posteri il proprio nome e la proprie effigie, la scultura conclude la rassegna. Tra le opere che ritraggono Reynolds, spicca in particolare lo studio preparatorio della statua da lui stesso commissionata per essere posta sulla facciata della Cattedrale di St. Paul, dove tutt'oggi l'artista riposa assieme ad altri grandi della storia e della cultura britannica.

Joshua Reynolds e l'invenzione della celebrità.
Ferrara
Palazzo dei Diamanti, corso Ercole I d'Este 21
Dal 13 febbraio al 1 maggio 2005.
Orario: tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle ore 9.00 alle ore 19.00.
Ingresso: intero € 9,00, ridotto € 7,50 (dai 6 ai 18 anni, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate).
Informazioni, prenotazioni e prevendite: tel. 0532 244949, 0532 209988 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 20.00, il sabato dalle 9.00 alle 18.00, la domenica e i giorni festivi, solo durante il periodo della mostra, dalle 9.00 alle 14.00), fax 0532 203064, e-mail: diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it