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Venezia, Veneto

Fotografie di Constantin Brancusi

L’opera al bianco

di Manuela Malaguti

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 9 February 2005

Scultura La mostra, la prima in Italia sull’artista rumeno, è dedicata all’opera fotografica di Brancusi (1876-1957) che, oltre a scultore, fu fotografo di straordinaria capacità immaginativa e tecnica. Sono circa 90 le fotografie che la Collezione Peggy Guggenheim presenta dal 19 Febbraio al 22 maggio 2005, accompagnate da 5 opere scultoree. L’esposizione è realizzata in collaborazione con il Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou.

Fu in rapporto con fotografi del calibro di Man Ray o Charles Sheeler l'artista, che giunse a possedere fino a quattro macchine fotografiche contemporaneamente e sviluppava da solo le fotografie nella camera oscura del suo atelier. Ci ha lasciato 1865 negativi e stampe originali (conservati nei Fondi del Musée national d'art moderne di Parigi) in cui si scopre uno straordinario spirito sperimentale: inversione e sovrapposizione di negativi, solarizzazioni, stampe in controparte, a contatto e a ingrandimento. Constantin Brancusi Fotografia e scultura furono un binomio inscindibile del pensiero di Brancusi, anche se ne è più nota l'opera scultorea che ha oscurato la seduzione che le sue immagini sanno emanare. La mostra si propone di colmare proprio questa lacuna. Brancusi, cercava nella fotografia la somiglianza, non l'esattezza: una dimensione spazio-temporale della rappresentazione che condivide con la scultura l'esserci oltre il momento, ma che per esprimere la materia, la luce, il reale cerca visioni inusuali, strumenti e tecniche rari. La fotografia è ricordo e registrazione ma, soprattutto, è ricerca formale, opera d'arte.

L'esposizione si articola in 8 stanze che si propongono come punto di vista, possibilità di osservazione, luogo in cui specifici aspetti della ricerca di Brancusi vengono messi a fuoco: tra gli altri, la percezione spazio-temporale, la smaterializzazione della forma, la luce, il rapporto con l'arte cinematografica. Ma perché "al bianco"? Il bianco è parte della vita e del lavoro di Brancusi, per tanta parte in gesso e in pietra, dell'atelier pieno di polvere, dei suoi vestiti bianchi e della sua barba. Ma anche simbolo di quella luce finale che l'artista cerca per tutta la vita di rendere visibile. Opera al bianco è, infine, sintagma che indica la trasmutazione in argento e, come la stampa fotografica avviene nei sali d'argento, così queste immagini, che paiono uscite dalle mani di un mago, si presentano come pura alchimia.

Nella mostra il percorso fotografico si accompagna a cinque sculture, in una sorta di controcanto tra due tecniche artistiche. Due gessi, La baronessa (inizio anni Venti) e Il torso di adolescente (1919-1924) lasciano per la prima volta il Centre Georges Pompidou. Un altro gesso, La musa addormentata (successivo al 1910) e i due bronzi della Collezione Peggy Guggenheim, Maiastra (1912?) e l'Uccello nello spazio (1932-40), completano l'itinerario espositivo.

Constantin Brancusi - L'opera al bianco
Venezia
Collezione Peggy Guggenheim, Dorsoduro 701
Dal 19 febbraio al 22 maggio 2005.
Orario: 10-18. Chiuso il martedì.
Ingresso: intero € 10,00; senior oltre i 65 anni € 8,00; studenti € 5,00; gratuito 0-12 anni.
Info: tel. 0412405411, info@guggenheim-venice.it
www.guggenheim-venice.it