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Milano, Lombardia

William Congdon 1912-1998 Analogia dell’icona

Un cammino nell’espressionismo astratto

di Mariateresa Truncellito

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 12 March 2005

Congdon Campo OrzoLa spiritualità inquieta di un protagonista degli anni Cinquanta in mostra con 70 opere a olio. Americano di nascita e lombardo di adozione, Congdon era molto ammirato da Giovanni Testori e dal fondatore di Comunione e Liberazione don Giussani. Fino al 29 maggio, al Museo Diocesano.

Per monsignor Luigi Crivelli, direttore del Museo Diocesano di Milano, la mostra dedicata al pittore William Congdon potrebbe essere il primo omaggio della città alla memoria di don Luigi Giussani: il fondatore di Comunione e Liberazione è stato tra i più illustri estimatori dell'artista americano che Giovanni Testori aveva definito «Il più originale e importante artista lombardo vivente». La mostra, intitolata «William Congdon 1912-1998 Analogia dell'icona. Un cammino nell'espressionismo astratto», è la prima di arte contemporanea che si svolge al Museo Diocesano dalla sua apertura nel 2001. Un percorso espositivo che presenta più di 70 opere a olio provenienti dalla collezione di The William G. Congdon Foundation (www.congdon.it) e da collezioni pubbliche e private italiane, europee e americane.

Congdon Piazza San MarcoNato a Providence, Rhode Island nel 1912, William Grosvenor Congdon si dedica allo studio della pittura e della scultura dopo a laurea a Yale. Autista volontario nell'American Field Service in Africa, Italia e Germania, è testimone degli orrori della seconda guerra mondiale e decide di votarsi all'arte come impegno morale. Nel 1948 la sua prima mostra importante, presso la Betty Parsons Gallery di New York, con gli artisti della nascente Action Painting, come Pollock. Lasciati gli Usa, sceglie di vivere in Italia, mentre viaggia e dipinge continuamente. Dal 1979 si ritira in una cascina di Gudo Gambarese, nella Bassa Milanese, nei pressi di un monastero benedettino, dove muore il 15 aprile del 1998.

Congdon ha percorso un singolare cammino di conversione (il battesimo ad Assisi, quando il pittore aveva 47 anni) che ha profondamente segnato la sua pittura, portandolo a varie sperimentazioni di soggetti religiosi tradizionali. Notevole, per numero e originalità, la sua produzione di immagini del Crocifisso. E anche se i temi prevalenti dell'arte di Congdon sono stati i paesaggi e le vedute urbane, ha vissuto la pittura come un evento salvifico, redentivo. Il legame stretto tra arte e spiritualità è il tema messo a fuoco dalla mostra: perciò il percorso espositivo non segue una rigorosa cronologia, ma si sviluppa attraverso una serie di tappe, con opere di altissimo livello qualitativo, che scandiscono il drammatico travaglio interiore vissuto dall'artista.

Congdon Tre alberi venerdì santoPrendendo spunto dal linguaggio stesso di Congdon, si parte così dal «Cancellare l'origine», cioè il momento della rivolta verso l'ambiente familiare e la guerra, passando per il «Rappresentare la memoria», attraverso i viaggi e la pittura dei «monumenta» (Venezia, Roma, Assisi, Bisanzio...), l'«Arrendersi a Dio», in cui emerge prepotente la figura del Cristo Crocefisso, fino al «Raffigurare ciò che vedo», negli anni Ottanta, quando l'immagine della croce non è più isolata ma diventa inseparabile dal paesaggio, in una simbolica unione tra cielo e terra. Accompagnano il visitatore frasi tratte dalla rilevante produzione letteraria di Congdon, che contribuiscono a focalizzare i singoli passaggi, un sottofondo di temi gregoriani orchestrati da Enrico Intra, oltre a documenti filmati prodotti dalla Fondazione.

La mostra è curata da Rodolfo Balzarotti, Giuseppe Barbieri e Paolo Biscottini, e promossa dalla Fondazione Sant'Ambrogio - Museo Diocesano di Milano, da The William G. Congdon Foundation e da Banca Intesa, con il sostegno della Regione Lombardia.

Al Museo Diocesano di Milano (corso di Porta Ticinese 95) fino al 29 maggio.

Dall'11 giugno al 23 agosto la mostra si trasferisce in Umbria, in due sedi: Villa Fidelia di Spello e la Galleria d'arte contemporanea Pro Civitate di Assisi.

Dal 3 settembre al 13 novembre 2005 toccherà alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza.

Orari: martedì-domenica (chiuso nei lunedì non festivi) dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso 6 euro. Info: tel. 02-89420019; segreteria@museodiocesano.it; www.analogiadellicona.it;

Servizio prenotazioni e visite guidate: tel. 02/6597728; info@adartem.it