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Roma, Lazio

Il trionfo della veduta

Canaletto

di Manuela Malaguti

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 17 March 2005

CanalettoLa mostra prende in esame il periodo centrale dell’attività del Canaletto, con una particolare attenzione al rapporto con Roma. Una quarantina di dipinti e altrettanti disegni, più qualche album di stampe e di disegni approfondiscono lo sviluppo dello stile e del gusto dell’artista, del collezionismo delle sue opere e, soprattutto, la vocazione europea del vedutismo canalettiano. Il prestito di collezioni pubbliche e private europee, americane e australiane permette di riunire e di confrontare molte opere mai esposte in Italia. A Palazzo Giustiniani, dal 12 marzo al 19 giugno 2005.

Antonio Canal detto Canaletto (1697-1768) non inventa il genere della veduta, ma lo ricrea. Il suo genio pittorico, profondamente radicato nella tradizione veneziana, fa del vedutismo una corrente rappresentativa dell'illuminismo europeo, concorrente di successo della pittura di storia e di figura che, fino al suo arrivo, domina il panorama pittorico italiano. Esaminando le sue prime opere, si può osservare il passaggio dalla pittura drammatica e barocca del "Canaletto veneziano" al vedutismo di spirito illuminista e di gusto internazionale.

CanalettoLa vocazione europea del vedutismo di Canaletto è l'idea guida di questa mostra. Una vocazione che ebbe origine a Roma, quando vi giunse assieme al padre, scenografo teatrale, chiamato ad allestire le scene per due opere di Alessandro Scarlatti, durante il carnevale del 1720. Questo viaggio giovanile e la conoscenza dei monumenti di Roma antica e moderna ebbero una forte impressione sull'artista, tale da influenzare in modo significativo tutta la sua opera futura. Infatti, dalla metà degli anni Venti, Canaletto inizierà a elaborare una nuova impostazione di maggior rigore prospettico delle sue vedute, e a ricercare una tecnica adatta a creare sensazioni visive di naturalezza della luce, dei colori, dei particolari architettonici e delle figure.

L'esposizione si incentra dunque sulla piena maturità del Canaletto, il ventennio precedente alla partenza per Londra nel 1746, quando le sue opere raggiungono il culmine del successo nel collezionismo internazionale, aprendo la strada a una fitta schiera di seguaci e imitatori, una vera corrente nella pittura veneziana fiorente fino all'Ottocento.

I dipinti, i disegni e le incisioni in mostra vogliono far comprendere l'evoluzione stilistica e le idee di Canaletto in questo periodo. Il percorso espositivo e la scelta delle opere - in molti casi gli stessi soggetti interpretati in momenti diversi, disegni avvicinati ai dipinti o alle stampe - mettono in evidenza come l'ispirazione creativa dell'artista si rinnovasse continuamente e come sperimentasse nuovi mezzi espressivi.

Il successo del Canaletto generò in questa fase una schiera di allievi e seguaci fra i più importanti per la storia del vedutismo: Michele Marieschi, Bernardo Bellotto e Francesco Guardi. Alcune loro opere sono presenti in mostra e dimostrano al tempo stesso la loro vicinanza a Canaletto e la loro personale capacità di interpretazione.

Un accento speciale è posto sui disegni. Canaletto è considerato uno dei più grandi disegnatori di tutti i tempi e questa mostra espone molti dei suoi fogli migliori, da collezione, rifiniti a tratteggio o ad acquerello, abbozzi ripresi sui luoghi oppure veloci schizzi preparatori.

Canaletto
Il trionfo della veduta

Roma
Palazzo Giustiniani, via dei Giustiniani 11
Dal 12 marzo al 19 giugno 2005.
Orari: dalla domenica al mercoledì dalle 9.30 alle 19.30; dal giovedì al sabato dalle 9.30 alle 21.00; la mostra è aperta il 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno.
Ingresso: intero € 9,00; ridotto € 8,00.
Info: tel. 199.112.112.
Prenotazioni on line: charta@telekottageplus.com
www.canaletto.it