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Marche

Il più prestigioso quotidiano statunitense incorona la nuova star del Bel Paese

Gli americani e il nuovo paradiso italiano

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 21 May 2005

Il New York Times di domenica 22 maggio pubblica sulla prima prima pagina della sezione Viaggi un lungo reportage dai toni entusiastici dedicato alle Marche. Contrapposta all’ormai fin troppo nota Toscana del «Chiantishire», la regione fa innamorare l’autore Christopher Solomon per la sensazione di aver trovato una «vera Italia» sconosciuta ai più anche nel nostro stesso paese. Una regione inaspettatamente ricca di tesori naturali e paesaggistici, dove la vita scorre con ritmi antichi.

Il giornalista racconta un suo viaggio insieme alla moglie Laurie attraverso le stradine dell'entroterra marchigiano, tra «vigneti, campi di lavanda e di girasole distesi sulle colline che increspano l'orizzonte come una trapunta patchwork sopra un letto disfatto».

A ogni tappa del percorso lungo un itinerario deciso giorno per giorno, la meraviglia dell'esperto giornalista americano aumenta. A Cingoli c'è la scoperta casuale di una chiesa affrescata da Lorenzo Lotto non menzionata dalle guide; a Urbino un picnic a pane e salame sull'erba ai piedi della fortezza dell'Albornoz porta con sé il senso di immersione fisica nei dipinti di Raffaello.

E poi «ogni dieci o dodici chilometri, i campi si innalzano verso una cresta e un raggio di luce da Annunciazione rivela un'altra cittadina medievale assurdamente pittoresca, i bastioni ormai assediati soltanto dagli uliveti, le mura difese solo da denti di leone: Serra de' Conti. Cupramontana. Staffolo. Ostra».

Queste cittadine «impossibili» incontrate per caso diventano per la coppia americana il fulcro del viaggio. A ogni svolta di strada, in ogni piazza, al tavolo di ogni trattoria una inaspettata cartolina.

Anche i sapori della cucina marchigiana e i vini della regione sorprendono piacevolmente il giornalista, che conclude l'articolo proprio raccontando l'acquisto di quattro bottiglie di Lacrima di Morro d'Alba.

L'articolo del New York times, che è accompagnato da un servizio fotografico, è consultabile anche in rete.