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Cento, Emilia-Romagna

Disegni pubblici e privati

Nel segno del Guercino

di Manuela Malaguti

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 26 May 2005

L'angelo appare a Agar e IsmaelLa Pinacoteca Civica di Cento inaugura la prima tappa di una esposizione itinerante che in seguito verrà ospitata anche dal Leighton House Museum di Londra e dal Prado di Madrid. Accompagnati da alcuni dipinti di grandi dimensioni, sono in mostra una settantina di disegni del Guercino. Le opere sono una scelta antologia della vastissima produzione grafica dell’artista. Tutti gli stili grafici e le tecniche che adottò sono rappresentati, come pure i generi tematici che vanno dagli studi di figura alle descrizioni della pianura emiliana, dalle composizioni sacre alle caricature, dai fregi decorativi all’introspezione psicologica dei ritratti. Dal 28 maggio al 2 ottobre 2005.

Guercino, oltre a essere stato uno dei precursori della pittura barocca, è considerato uno dei massimi disegnatori di tutti i tempi.

Dal Saggio di Massimo Pulini, curatore della mostra e del catalogo:

Sin dalle prime opere Guercino si dimostra pittore dal robusto impasto cromatico che privilegia una stesura macchiata, evasiva di ogni perimetro. Ad una visione ravvicinata, qualsiasi dipinto di Giovan Francesco Barbieri, appare privo di contorni netti, ciascun confine tra una forma e l'altra è mediato da una banda nebbiosa di compenetrazione. Questa è una delle caratteristiche fondanti del suo stile, sicuramente quella alla quale Guercino deve la propria fama, l'onore ed anche la stima degli artisti contemporanei.

Almeno in sede teorica non si direbbe che un pittore di "gran macchia", come veniva definito, possa essere anche un disegnatore di talento... Come si risolve infatti la contraddizione stilistica tra una resa nebulosa della visione e la sua riduzione ad un alfabeto lineare, di meri segni?

Solo operando un tradimento si può disegnare una nuvola! La massa informe e vaporosa composta di un pulviscolo indefinito di umidità sembra incompatibile col tratto secco e chiuso di un disegno fatto di linee. Eppure Guercino disegna tutto come fosse una nuvola. Corpi, panneggi e oggetti sono arrotondati, privi di spigoli e di assi cartesiani, rigonfi o diluiti, quasi la materia vivesse un accesso di languore, di solvenza, modellandosi nelle mani dell'autore in un abbozzo sommario di creta fresca. I solchi della penna di Guercino cercano l'aria intorno alle cose inglobando alla forma il movimento dei corpi, facendo emergere ai bordi della pelle il loro fremito interiore.

Nudo maschile di spalle rivolto a destraI disegi in mostra sono fogli giovanili, come l'Allegoria della Pittura, o tardi come gli Studi per la pala di Santa Teresa; scene di vita come il Concerto in taverna o visioni paesaggistiche; oppure studi preparatori di molti dei capolavori pittorici dell'artista. Il nucleo più rilevante dell'esposizione è costituito dall'intera serie di quarantasei disegni di proprietà di Sir Denis Mahon, grande filologo al quale si deve la meticolosa ricostruzione dell'attività pittorica del Guercino.

La raccolta di Mahon è da tempo depositata in lascito all'Ashmolean Museum di Oxford ed è andata ad arricchire una tra le più rilevanti collezioni del mondo. La mostra presenta anche altri fogli del museo inglese, ed altri ancora conservati nelle collezioni pubbliche e private di Cento.

Disegni destinati alle commissioni più importanti e famose sono accostati a fogli poco conosciuti o inediti, restituendo tutta la vena fantasiosa e inventiva del Guercino, assieme alla sua produzione più intima.

Infatti, oltre alla miriade di studi preparatori che corredano la genesi di ogni quadro, centinaia di disegni di Guercino risultano meravigliosamente gratuiti ed eseguiti per puro piacere. Presi uno ad uno rientrano nella categoria della caricatura, ma insieme formano un eccezionale documentario antropologico, una divertita eppur affettuosa cronaca dell'umano paesaggio che gli viveva attorno. Matti del villaggio che vengono derisi da monelli impertinenti, famiglie di straccioni messe in posa per scala di altezza, frequentatori di vespasiani e feste carnevalesche in taverna, senza parlare dei tanti ritratti dalle teste rincagnate e dalle bocche sdentate, dalle espressioni animalesche o goffe come una marionetta, volti deformi per carenze alimentari o per ebetismo congenito.

Indubbiamente una popolazione di miserabili che tuttavia ha toccato le corde del cuore e dell'immaginazione di Guercino, molto di più dei signori che era tenuto a "servire" con dipinti prestigiosi, nobili e prelati che invece non hanno lasciato alcuna traccia nel suo album più intimo.

Oltre a questi racconti di paese, anche moltissimi altri disegni appaiono privi di una funzione professionale, il Guercino è infatti tra i primi artisti che rendono autonomo il disegno di paesaggio, emancipandolo da quelle che fino ad allora erano considerate le uniche destinazioni di tale pratica: la traduzione in pittura o nelle stampe calcografiche. Andare sulle rive del Reno, munito di carte, penna e inchiostro, doveva essere un'abitudine e uno svago che il pittore mantenne durante tutto l'arco della sua esistenza.

Nel segno del Guercino
Disegni dalle collezioni Manhor, Oxford e Cento
Cento (Ferrara)
Pinacoteca Civica, via Giacomo Matteotti 16
Dal 29 maggio al 2 ottobre 2005.
Orari: Lunedì, Mercoledì, Giovedì 9.00-12.30 e 15.00-19.30; Venerdì, Sabato, Domenica 9.00-13.00 e 15.00-20.00; Martedì chiuso.
Ingresso: intero (incluso l'ingresso alla Pinacoteca Civica)€ 6,00; ridotto € 4,00; gratuito fino a 14 anni.
Info: Comune di Cento-Settore Cultura, tel. 051. 6843390, cultura@comune.cento.fe.it