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Sarteano, Toscana

La Tomba della Quadriga infernale

Un sabato etrusco

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 31 May 2005

Tomba della Quadriga infernale, dipintoUn solo giorno a settimana, ogni sabato a partire dal 4 giugno, sarà eccezionalmente aperta al pubblico la tomba della Quadriga Infernale, rinvenuta nell’ottobre 2003 nel corso delle annuali campagne di scavo nella necropoli delle Pianacce, a poca distanza dal centro di Sarteano. Erano più di vent’anni che non si trovavano reperti così ben conservati e non ci si trovava dinanzi a una scoperta così eclatante. La tomba infatti conserva un ciclo di affreschi etruschi fra i più belli e misteriosi mai visti. Non una tomba qualsiasi quindi, bella e importante solo per gli studiosi, ma una tomba assolutamente straordinaria agli occhi di tutti.

Venti persone per volta, un gruppo al mattino e uno al pomeriggio, ogni sabato potranno intuire, e forse rivivere, la stessa emozione che nemmeno due anni fa hanno provato gli archeologi. Una donna soprattutto, Alessandra Minetti, l'archeologa a cui si deve la scoperta e che ha diretto gli scavi. E trovarsi faccia a faccia con un personaggio assolutamente nuovo, un demone dalla chioma fulva col volto arcigno e lo sguardo spiritato che conduce, fra mostri e demoni, una famiglia aristocratica etrusca nel misterioso viaggio verso l'al di là.

Prima di varcare la soglia della tomba della Quadriga Infernale e calpestare terra che ha protetto per più di 2400 anni la famiglia che vi è sepolta, bisogna attraversare a piedi la necropoli monumentale delle Pianacce, inserita in un paesaggio di straordinaria bellezza. Dopo le recenti scoperte, questo che è stato un luogo di sepoltura per quattrocento anni, dalla seconda metà del VI al II sec. a. C., è divenuto uno dei siti archeologici più significativi dell'Etruria settentrionale e si pensa che nella zona ci possano essere almeno un altro centinaio di tombe da scavare. E occorre superare altri nove grandi ipogei scavati nel travertino - visitabili - che mostrano la ricchezza delle famiglie insediate nel territorio di Sarteano tra l'epoca tardo classica e il primo ellenismo.

E poi eccola la tomba, scavata anch'essa nel travertino a una profondità di cinque metri e con un corridoio (dromos) di accesso di venti metri. E' decorata da affreschi a colori vivaci conservati in maniera sorprendente, la cui eccezionalità tuttavia è costituita dai temi trattati, del tutto originali.

Sul lato destro del corridoio di accesso è raffigurata una quadriga, due leoni e due grifoni che trainano un carro condotto da un demone dall'aspetto inquietante con volto arcigno e sguardo spiritato: una raffigurazione del tutto innovativa. Probabilmente è il demone Charun, omologo del Caronte greco, l' accompagnatore delle anime verso l'Ade, ma in funzione di auriga, cosa mai vista nelle raffigurazioni dell'arte etrusca.

Al di là di una nicchia scavata lungo il corridoio compare una seconda scena di grande novità: due figure maschili distese sul letto per banchetto si rivolgono un raro gesto di affetto, anch'esso senza confronti nell'arte etrusca. Sono i due defunti a banchetto nell'Ade, forse padre e figlio, come dimostra anche la differenza di età volutamente caratterizzata. Accanto a loro un servitore ha in mano un colino per filtrare il vino. Al di sotto corre un fregio di delfini che si gettano tra le onde marine: il tuffo simboleggia il passaggio al mondo ultraterreno.

All'interno della camera di fondo è dipinto uno straordinario serpente a tre teste che rappresenta uno dei tanti mostri che popolavano il mondo dell'oltretomba nell'immaginario funerario etrusco dell'epoca, così come il più frequente ippocampo, che compare sulla parete di fondo. Sotto l'ippocampo troneggia un colossale sarcofago di alabastro grigio, rinvenuto in frammenti e ora restaurato, con il defunto appoggiato a due cuscini e una doppia kline a rilievo sulla cassa. Tutto il corredo era in pezzi ed è stato recuperato dopo un accurato lavoro di restauro. Vi compaiono tre splendide coppe a figure rosse, oltre a ceramiche a vernice nera, ceramiche grigie e acrome, anfore, pedine da gioco in pasta vitrea.

Dallo stile delle pitture e dagli oggetti del corredo si ricava la datazione: seconda metà del IV secolo a. C. E i confronti stilistici delle pitture ci dicono che le maestranze che dipinsero la tomba provenivano da Orvieto, dove avevano lavorato anche nella necropoli di Settecamini.

La necropoli delle Pianacce è poco distante dal centro di Sarteano, a 70 chilometri da Siena.
La visita guidata alla necropoli delle Pianacce e alla tomba della Quadriga infernale si svolge tutti i sabati dal 4 giugno solo su prenotazione ed è abbinata a quella del Museo Civico Archeologico.
Il costo del biglietto è di € 5,00.
Info: tel. 0578 269261.
Prenotazioni: tel. 0578 269261 (tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19).