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Bangkok, Thailandia

Il nono passero

Il piccolo Budda

Bangkok, Palazzo RealeScendo al molo numero 9 e mi incammino verso il Grand Palace, il Palazzo reale che con il suo Budda di smeraldo è una delle tappe obbligatorie nella visita della città. All'ombra degli alberi lungo la strada il marciapiedi è ingombro di decine di artigiani e venditori dei generi più disparati: un mercatino dove le bancarelle sono semplici teli posati a terra. Vendono cibi, orologi usati, libri, scacchiere, dentiere per bocche a vari gradi di sdentatezza, ciascuna nel suo barattolo di soluzione disinfettante. Gli artigiani sono soprattutto orologiai e gioiellieri. Ne vedo uno che, con il lentino all'occhio, sta riparando un orologio posato sullo sgabello che tiene fra le gambe come tavolo da lavoro. Un chiromante esamina la la mano di un signore in cravatta accucciato davanti alla sua stuoia. Mi avvicino a un vecchino raggrinzito che pare vendere fotografie d'epoca. Forse avrebbe qualcosa di abbastanza interessante ma non riesco a farmi capire: non sa una parola di inglese e non è abituato a trattare con i turisti.

Ancora duecento metri e sono in un altro mondo. Qui, intorno alle mura del palazzo, un turista solo come me è selvaggina pregiata. Ogni guidatore di tuk-tuk sente il bisogno di richiamare la mia attenzione con due colpetti di clacson, e all'improvviso capisco l'origine onomatopeica del nome. Le venditrici ambulanti mi sbarrano il cammino piazzandomi sotto il naso improbabili ombrellini parasole e cappelli in stile texano.

I più insidiosi sono quelli che sembrano capitati lì per caso. Uno in camicia bianca e cravatta mi si affianca spiegandomi con aria allarmata per la mia ignoranza che oggi è una festa buddista e la biglietteria del palazzo resterà chiusa fino alle due del pomeriggio. Ma questa sfortuna è più che compensata dall'eccezionale apertura «Solo oggi» di un bellissimo tempio che rimane chiuso in tutti gli altri giorni dell'anno. Siccome lui è un impiegato postale in vacanza per la festività, sarebbe felice di accompagnarmi. E poi mi potrebbe mostrare anche un paio di laboratori di artigianato dove nessun turista ha mai messo piede.

Prima di arrivare alla biglietteria, che ovviamente è aperta come ogni giorno, devo passare per diverse riserve di caccia: mi si avvicinano uno studente, un bancario, un assicuratore, la moglie di un manager e qualcun altro che non ha il tempo di dichiarare la sua presunta professione. La creatività degli approcci di questi pescatori di turisti è divertente e non sono particolarmente fastidiosi anche perché ciascuno resta all'interno della sua zona: basta proseguire di qualche passo e desiste.

Il tempio del Budda di smeraldo mi lascia disorientato per qualche istante. Di solito i templi sono costruiti intorno a grandi statue che ne dominano lo spazio. Qui no: il Budda (che in realtà è di giada) è piccolo e collocato in alto, in cima a un altare contornato da altri Budda più grandi, anche se più recenti e non così preziosi. Molti fedeli pregano inginocchiati o seduti sul pavimento in penombra. Qualcuno depone offerte ai piedi dei Budda secondari.



Vedi anche:

Guida Thailandia

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