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Bangkok, Thailandia

Il nono passero

Chinatown

ChinatownCon le energie rinnovate sfido il caldo e mi dirigo verso la vicina Chinatown, uno dei quartieri più antichi della città. Appena prima di arrivare a destinazione sono quasi travolto dallo sciame di bambine che invade i marciapiedi all'uscita da una scuola. Si affollano intorno ai banchetti tenuti da donne tanto vecchie quanto minute che vendono una incredibile varietà di cibi indecifrabili, per lo più fritti.

Sto ancora cercando Chinatown, con il vago timore di essermi perso, quando all'improvviso mi rendo conto di esserci in mezzo. Sono in una via di gioiellieri, molti negozi hanno le porte dipinte di rosso, le vetrine traboccano di ori elaboratissimi. E le insegne sono tutte bilingui: thailandese e cinese. Dovunque mi giri, gli unici caratteri che riesco a decifrare sono i numeri sulle targhe delle automobili e la marca sul serbatoio delle motociclette.

Lungo il fiume mi aggiro fra gente che carica e scarica sacchi con scritte in ideogrammi rossi, a volte non riesco a capire se sono in una via pubblica o se mi sto addentrando in un passaggio privato. Ma nessuno sembra fare caso a me, né i facchini né le persone che, come sembrano fare a qualsiasi ora del giorno e della notte, mangiano una scodella di noodles, spaghetti cinesi, appollaiati su una cassa rovesciata. Anche i cani che sono costretto a scavalcare per proseguire mi degnano al massimo di un colpetto con la punta della coda. Solo un bambino che sta giocando su una specie di terrazzo di legno in riva al fiume, forse in realtà un molo, mi saluta e sorride.

Di vicolo in vicolo sento qualche odore noto e molti sconosciuti. A un tratto ho il naso pieno di zenzero. Poi mi ritrovo in un distretto di pollivendoli e benedico lo stick inalante a base di balsamo di tigre che ieri, quando l'ho ricevuto, mi era sembrato un omaggio assai strano.

Mi allontano dal fiume e torno nel luccichio di ori e gemme. Credo che con un occhio esperto e molta pazienza qui si potrebbero fare ottimi affari. Ma ormai è tardi, vorrei solo tornare in albergo. Cosa meno facile del previsto: qui siamo fuori dal circuito turistico e i radi tuk-tuk che passano non ci pensano nemmeno a fermarsi per offrirmi il loro servizi. Dovrò camminare per altri venti minuti prima di trovare, parcheggiato davanti a un albergo, un taxi che subito accende un condizionatore deliziosamente esagerato.



Vedi anche:

Guida Thailandia

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