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Perugia e Orvieto, Umbria

Arnolfo di Cambio. Una rinascita nell’Umbria medievale

Quando i Papi soggiornavano in Umbria

Archivio 2005

Data di pubblicazione: 6 July 2005

Arnolfo di Cambio, Vecchia alla fonteI settecento anni dalla morte di Arnolfo di Cambio, grande scultore e architetto, sono l’occasione che Perugia e Orvieto colgono per ricostruire il loro contesto storico e politico tra XIII e XIV secolo, quando furono "città papali", e per riscoprire un momento particolarmente fecondo della loro civiltà artistica. La mostra si svolge, dal 7 luglio 2005 all’8 gennaio 2006, a Perugia alla Galleria Nazionale dell’Umbria e a Orvieto nella Chiesa di Sant’Agostino. Accanto alle rare testimonianze della scultura arnolfiana in Umbria, sono esposte alcune opere pittoriche dei maggiori artisti del tempo quali Cimabue, Duccio di Boninsegna e Giotto.

Fra il XIII e il XIV secolo, si ha un momento di rinascita delle città medioevali determinato dalla particolare stagione politica che vede l'affermazione del governo popolare e la nascita della magistratura del capitano del popolo. In generale si assiste a un rifiorire delle arti e al rinnovamento architettonico e urbanistico delle città, soprattutto di quelle che hanno raggiunto lo status di città papali.

A partire dal 1198, quando fu eletto Papa Innocenzo III, l'itineranza pontificia diviene un fatto abituale. Il fenomeno durerà fino al 1305 (data vicinissima alla fine della vicenda umana di Arnolfo di Cambio), anno in cui salì al soglio pontificio (a Perugia) Clemente V, che però non mise mai piede in Italia e restò nella sua Francia, dando inizio di fatto alla lunga fase avignonese.

Il vescovo di Roma aveva sì come sede propria il Laterano, ma si spostava di frequente, sia nel periodo estivo per motivi di ordine igienico sanitario - il Laterano sarà chiamato ironicamente dai romani il palazzo d'inverno -, sia perché l'appartenenza pontificia di gran parte dell'Italia centrale, diede luogo a comportamenti autenticamente politici, intesi a conseguire, sia pure in un difficile equilibrio con le autonomie comunali, un dominio effettivo e un'effettiva capacità di governo. Orvieto e Perugia furono mete privilegiate dai pontefici.

Problemi di natura politica, dottrinale, urbanistica, logistica, di ordine pubblico, alimentare, igienica eccetera, che si proponevano ogni volta che si trattava di ospitare i pontefici e le centinaia di persone, cardinali e curiali che li accompagnavano. E ogni volta, si dava per scontato che la città e le sue immediate adiacenze dovessero essere letteralmente rifatte: si riparavano le fontane, le vie, i ponti, e se ne facevano di nuovi; si riparavano e adattavano i palazzi, e via dicendo. E' documentato che le autorità comunali si adoperavano per presentare le città nella loro veste migliore.

D'altra parte, la prosperità economica determinata dalle visite dei pontefici fu una spinta verso imprese edilizie di vaste proporzioni e di rinnovamento anche culturale. Da un lato, al seguito del pontefice, tra la schiera di personaggi legati alla curia, si muovevano letterati e artisti, dall'altro, la maggiore disponibilità economica permetteva alle amministrazioni comunali di rivolgersi ad artisti di fama. Così si spiega la presenza di Arnolfo a Perugia e a Orvieto, e il perché di questa mostra.

A Perugia sono documentati interventi di restauro di edifici pubblici e privati, la ripulitura delle fontane e la riparazione delle strade. A partire dal 1254, iniziano i lavori per l'acquedotto di Montepacciano che porterà finalmente l'acqua in città; dal 1266 in poi il Comune di Perugia si adopererà per dotare la città di uno Studium e affiancarla ai più famosi centri culturali italiani; poi si sistemano le cinque vie regali. Tra il 1281 e il 1292, è restaurato e ampliato il palazzo del podestà e, tra il 1292 e il 1300, viene costruito il primo nucleo del palazzo del capitano del popolo, che vengono adeguati, insieme alla canonica della cattedrale e al monastero benedettino di San Pietro per accogliere i pontefici e la curia papale. Tra il 1278 e il 1281, vengono erette la fontana Maggiore dei Pisano e la fontana del Grifo e del Leone di Arnolfo. Nel 1300, si decide di costruire la nuova cattedrale.

Analoga situazione a Orvieto: negli anni sessanta inizia la costruzione del palazzo papale e la creazione della piazza detta del Popolo su cui si affaccerà l'omonimo palazzo; nel 1276 terminano i lavori del palazzo comunale e la piazza antistante è ornata di una fontana; tra il 1285 e il 1290 inizia il cantiere della nuova cattedrale: quella vecchia verrà demolita per fare spazio al palazzo di Bonifacio VIII.

Nella sede perugina della mostra, allestita nella sala Podiani della Galleria Nazionale, un'intera sezione sarà dedicata alla ricostruzione del contesto storico e politico tra XIII e XIV secolo, caratterizzato dalle grandi trasformazioni legate alla presenza delle residenze papali nelle due città umbre. Saranno esposti preziosi paramenti sacri, oreficerie, codici miniati e documenti che permettono di percepire il fervore artistico che animava le "città dei Papi". E, a testimonianza della capacità di attrazione culturale che l'Umbria ha avuto in quegli anni, saranno eccezionalmente presenti una tavola di Duccio, il calice di Guccio di Mannaia e quello di Benedetto XI, la sinopia di San Pietro di Jacopo Torriti conservata a Budapest e due affreschi staccati provenienti dalla Basilica di S. Francesco di Assisi: uno riproduce un grande Angelo di Cimabue, temporaneamente rimosso dalla tribuna della chiesa superiore per una verifica conservativa, l'altro una Figura allegorica di Giotto, proveniente dall'abside della chiesa Inferiore.

Sulla base di nuove indagini storico-documentarie, sarà poi ricomposta la fonte del "Grifo e del Leone", opera monumentale che Arnolfo eseguì per il Comune di Perugia all'inizio del 1281, e che andò distrutta dopo soli vent'anni. I cinque marmi superstiti saranno collocati in posizioni che potrebbero essere simili alle originali e se non altro potranno dare l'idea della dimensione e della magnificenza che la fontana dovette avere.

Nella chiesa di Sant'Agostino, a Orvieto, la mostra è prevalentemente dedicata alle trasformazioni urbanistiche e culturali che culminarono, nel primo ventennio del Trecento, nel cantiere del nuovo Duomo. Le opere esposte, oltre ad alcuni capolavori provenienti forse dal monumento de Braye di Arnolfo, richiamano proprio l'ambiente cosmopolita del cantiere del Duomo.

In entrambe le città alla mostra si può aggiungere la visita a due importanti monumenti ancora presenti nelle chiese dedicate a San Domenico: a Perugia il cenotafio di Benedetto XI attribuito a seguaci arnolfiani e a Orvieto il monumento funebre al Cardinal De Braye dello stesso Arnolfo di Cambio.

La mostra si svolge in un territorio denso di testimonianze del Duecento e del Trecento. Può quindi essere il punto di partenza di vari itinerari attraverso luoghi e borghi di particolare fascino, nei territori di Assisi, Spello e Bevagna, Giano dell'Umbria e Massa Martana, Todi, Titignano e Prodo.

Arnolfo di Cambio. Una rinascita nell'Umbria medievale
Dal 7 luglio 2005 all'8 gennaio 2006.

Perugia
Galleria Nazionale dell'Umbria
Orari: tutti i giorni 8,30 -19,30. Chiuso il primo lunedì del mese, il 25 dicembre e il 1° gennaio.
Ingresso: intero € 4,00; ridotto € 2,00.

Orvieto
Chiesa di Sant'Agostino
Orari: dal 7 luglio al 30 ottobre, tutti i giorni dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 19,00. Dal 1° novembre all'8 gennaio, tutti i giorni dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00.
Ingresso: La mostra è visitabile con il biglietto di ingresso della cappella di San Brizio. Intero € 5,00; ridotto € 4,00.

Info: tel. 02 43353522 (dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 17.00).
Per informazioni, itinerari, pacchetti turistici: www.arnolfodicambioinumbria.it



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